Sistemi legali per non pagare i debiti

I sistemi legali per non pagare i debiti che nessuno ti ha mai spiegato

Gli argomenti di questo articolo

Esistono sistemi legali per non pagare i debiti?

C’è una domanda che ti porti dietro da mesi, forse da anni. Una domanda con la quale ti svegli con in testa alle cinque di mattina, che ti segue al lavoro, che ti aspetta quando torni a casa. Una domanda che rimesta sempre nello stesso posto, come un cucchiaio in una pentola vuota.

Come faccio a pagare?

È lì che sei bloccato. 

È lì che continui a girare e ogni volta che ci torni sopra, ogni volta che fai i conti, che sposti una cifra da una parte, che rimandi qualcosa per pagare qualcos’altro, la risposta è sempre la stessa. 

Non puoi. Non ci sono i soldi. Non ora, non il mese prossimo, probabilmente non l’anno prossimo. Eppure continui a chiederti come fare, come se da qualche parte esistesse una soluzione che ancora non hai trovato, un’uscita nascosta che ti sei perso.

Io lo so cosa vuol dire stare in quel posto. Lo so perché ho incontrato centinaia di persone che ci erano finite e lo so perché ho capito qual è il meccanismo che le tiene inchiodate lì. Non è la mancanza di soldi. È la domanda sbagliata.

Perché finché continui a chiederti come pagare, stai cercando la risposta nel posto sbagliato e nessuno, commercialista, consulente, familiare ben intenzionato, ti ha mai detto che esiste un’altra domanda

Una domanda completamente diversa, che cambia tutto. Una domanda alla quale la legge italiana — sì, la legge italiana, quella stessa che di solito non aiuta nessuno — ha già risposto per te.

Questo articolo è per chi è stanco di girare in tondo. Per chi vuole capire davvero cosa prevede la legge, cosa si può fare, e perché la strada che stai cercando di percorrere da solo non porta da nessuna parte.

Quando ogni giorno è una corsa a ostacoli che non hai scelto tu

Ci sono persone che vivono con lo stomaco contratto. Non per una settimana, non per un mese. Per anni. 

È una contrazione che diventa la condizione normale, quella con cui ti alzi, quella con cui vai a dormire, quella che senti anche nei momenti in cui riesci a pensare ad altro.

Il telefono che squilla è diventato un nemico. 

Non importa chi chiama, non importa se è un numero che conosci: c’è sempre quel mezzo secondo in cui il corpo reagisce prima della testa. Lo stomaco che si stringe… il respiro che si accorcia… poi magari è una cosa banale, e ti rilassi, ma quella reazione è già avvenuta… e avverrà di nuovo… ancora… e ancora. Decine di volte al giorno.

La busta nella cassetta delle lettere è diventata un rito di angoscia. 

La apri o non la apri? La lasci lì, la guardi, la prendi con due dita come se potesse bruciarti. Certe persone che vivono questa situazione mi hanno detto che a un certo punto hanno smesso di aprirle del tutto. Non perché non volessero sapere, ma perché sapere faceva troppo male e non cambiava niente.

Questa è la vita di chi si trova in una situazione di sovraindebitamento che non riesce a gestire. Non è debolezza, non è incapacità, è quello che succede quando il peso è obiettivamente troppo grande per essere portato da soli.

Il paradosso crudele di questa condizione è che più sei stremato, meno riesci a pensare con lucidità. E meno pensi con lucidità, più rimani agganciato alle sole domande che conosci.

  • Come faccio a pagare? 
  • Come faccio a trovare i soldi? 
  • Come sistemo questo debito per poi passare al prossimo? 

È un loop che si autoalimenta. Un circolo vizioso che diventa sempre più stretto, che consuma energia che non hai. 

Ho visto persone intelligenti, capaci, laboriose, restare bloccate in quel loop per anni, non perché fossero stupide, ma perché nessuno aveva mai interrotto il meccanismo.

Nel frattempo la vita si restringe. Si dorme poco, si pensa a una cosa sola, si lavora il doppio per guadagnare comunque meno di quello che serve. 

Il peso del debito non è solo finanziario: è fisico, è mentale, è relazionale. 

  • Cambia il modo in cui ti muovi nel mondo. 
  • Cambia il modo in cui guardi le persone. 
  • Cambia perfino il modo in cui guidi la macchina, perché anche lì, da solo con i tuoi pensieri, la testa torna sempre nello stesso posto.

La domanda sbagliata che ti tiene in trappola

Voglio che tu faccia una cosa. 

Fermati un secondo e pensa a quante volte, nelle ultime settimane, ti sei chiesto come pagare i tuoi debiti. Quante ore hai passato a spostare numeri in testa, a immaginare scenari, a sperare in entrate straordinarie, a valutare se chiedere soldi a qualcuno che già sai che non può darteli. Quante energie hai consumato continuando a cercare sistemi legali per non pagare i debiti.

Ora ti faccio una domanda scomoda: quella domanda ti ha mai portato da qualche parte?

No. Non perché tu non sia abbastanza in gamba, non perché non ci provi abbastanza, ma perché è strutturalmente la domanda sbagliata. È come cercare le chiavi di casa sotto un lampione solo perché lì c’è la luce, anche se le chiavi le hai perse dall’altra parte della strada.

Il meccanismo è semplice e per questo è così difficile da vedere quando ci sei dentro. Chi è in sovraindebitamento ragiona esattamente come gli è stato insegnato a ragionare: hai un debito, devi pagarlo. Punto. 

Questa è la morale con cui siamo cresciuti, è quello che ci hanno detto i genitori, è quello che ci ripetono i creditori, è quello che ci sussurra la nostra stessa coscienza nelle notti in cui non riusciamo a dormire. 

  • Devi pagare… 
  • Devi trovare il modo… 
  • Devi farcela…

Ma c’è un momento, in una situazione di sovraindebitamento conclamata, in cui quella morale smette di essere utile e diventa una gabbia. Perché i debiti sono talmente tanti, talmente stratificati, talmente cresciuti di interessi e more e sanzioni, che non esiste una combinazione di sacrifici umana che ti permetta di estinguerli. 

Non è una questione di volontà, è una questione di matematica.

È qui che arriva il corto circuito che cambia tutto.

Se non puoi pagare, smetti di chiederti come pagare. Inizia a chiederti se pagare. Inizia a chiederti se esiste, nella legge italiana, uno strumento che ti permetta di affrontare questa situazione in modo radicalmente diverso. 

Non tamponando, non spostando il problema di qualche mese, ma risolvendolo davvero, con una procedura legale, davanti a un giudice, con un risultato che nessun creditore può contestare.

Esiste, di chiama procedura di sovraindebitamento, ed è regolata in Italia dalla Legge 3 del 2012 e oggi dal Codice della Crisi d’Impresa. 

Non è una scappatoia, non è un trucco, è uno strumento legale, pensato esattamente per chi si trova nella situazione in cui ti trovi tu, che consente di bloccare i creditori, ridurre o azzerare i debiti, e ricominciare. Con una sentenza di un tribunale, nero su bianco.

La domanda giusta non era come pagare, la domanda giusta era questa.

come fare per non pagare i debiti

Cosa dice davvero la legge, e cosa non ti hanno mai detto

Quando le persone cercano sistemi legali per non pagare i debiti, nella maggior parte dei casi si aspettano di trovare qualche tecnicismo, qualche cavillo, qualche modo per prendere tempo. Qualcosa di grigio, di incerto, di provvisorio. 

Quello di cui sto parlando è completamente diverso.

Le procedure sul sovraindebitamento, non sono un escamotage, si tratta di una legge dello Stato italiano che riconosce un principio che in altri paesi civili esiste da decenni: che una persona onesta, travolta dai debiti, ha il diritto di ricominciare. 

Non di pagare per sempre qualcosa che non potrà mai estinguere. Non di sacrificare il resto della propria esistenza sull’altare di un debito che nel frattempo è cresciuto fino a diventare irraggiungibile. Il diritto di ricominciare da zero.

In America lo chiamano fresh start

In Italia ci abbiamo decenni ad arrivarci, e ancora oggi la maggior parte delle persone che ne avrebbe diritto non sa che esiste. 

Questo mi indigna perché ho visto con i miei occhi cosa succede quando qualcuno scopre questa possibilità troppo tardi, dopo anni passati a tormentarsi con la domanda sbagliata, dopo aver svenduto beni, dopo aver chiesto soldi a parenti che non potevano permetterselo, dopo aver compromesso la propria salute.

Dal concreto si capisce davvero di cosa stiamo parlando

Chi può accedere a questa procedura? 

Consumatori, professionisti, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori. In pratica, la stragrande maggioranza delle persone fisiche che si trovano in una situazione di sovraindebitamento. Se hai debiti con banche, finanziarie, Agenzia delle Entrate, fornitori, e non riesci più a pagare, è molto probabile che tu abbia i requisiti per accedere.

La procedura prevede diverse strade, a seconda della situazione specifica. 

Il Piano di Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore, è pensato per chi ha contratto debiti per esigenze personali e familiari. 

La Liquidazione Controllata del Sovraindebitato permette di mettere a disposizione il proprio patrimonio, pagare quello che si può e vedersi cancellare il resto. 

Il Concordato Minore permette a chi è titolare di partita iva di trovare un accordo con i creditori ottenendo dei benefici sul debito.

In tutti i casi, il risultato finale è lo stesso: una sentenza del tribunale che stabilisce cosa si paga, come si paga, e che cancella legalmente tutto ciò che rimane.

Cancella, non rinvia, non riduce temporaneamente. Cancella.

C’è un altro aspetto che quasi nessuno conosce, e che cambia completamente il quadro per chi è inseguito dai creditori. 

Dal momento in cui viene avviata la procedura, scatta il blocco delle azioni esecutive. Significa che i creditori non possono più procedere con pignoramenti, non possono più tormentarti con telefonate, non possono più bussare alla tua porta. La legge li ferma.

Mentre la procedura è in corso, sei protetto.

Questo è il sistema legale per non pagare i debiti di cui nessuno ti parla. Non una furbata, non un modo per scappare, ma uno strumento che esiste, che funziona, e che il legislatore ha messo a disposizione esattamente per situazioni come la tua.

Antonietta aveva 400.000 euro di debiti che non aveva fatto lei

Qualche mese fa, in una delle nostre giornate di festa per una sentenza ottenuta, ho incontrato Antonietta. Si è seduta davanti a me e ha iniziato a raccontare e mentre parlava ho riconosciuto ogni parola. Non perché la sua storia fosse uguale a quella degli altri, ma perché quel tipo di stanchezza ha sempre la stessa voce.

Antonietta aveva lavorato tutta la vita. 

Prima dipendente statale, poi libera professionista. Ma la vita le aveva messo davanti qualcosa che non aveva scelto: debiti di famiglia che non aveva contratto lei, che erano diventati suoi e che aveva cercato di pagare come fanno le persone perbene. 

Per pagare quei debiti aveva preso finanziamenti. Per pagare i finanziamenti aveva sacrificato tutto il resto. I numeri non tornavano mai.

Dormiva due ore a notte. Al lavoro doveva concentrarsi, ma il pensiero era sempre lì, fisso. Come fare? Quella domanda che non lascia spazio a nient’altro. 

Mi ha detto che alcune volte, guidando in macchina, pensava: “vado avanti, il primo palo che incontro, chi se ne frega.” Lo ha detto con la semplicità disarmante di un fatto diventato normale in quel periodo lì.

Quando il commercialista aveva fatto la somma di tutto, il totale era oltre 400.000 euro. Antonietta era stata male fisicamente. Quel numero sembrava la fine.

Non era la fine.

Aveva già provato con uno studio noto a Milano. Aveva pagato, aveva firmato, aveva aspettato un anno. Poi le avevano detto che la sua pratica era rimasta in un cassetto. Un anno di attesa per sentirsi dire questo. 

Quando ha chiamato il nostro numero verde era scettica, ma lo ha fatto perché la disperazione, a un certo punto, ti porta a fare un ultimo tentativo.

La chiamata che la liberava da tutto le è arrivata di sabato mattina, mentre faceva la spesa: “Signora, abbiamo la sentenza.” 

Lei ha urlato dalla gioia in mezzo al supermercato, piangendo con il carrello in mano. 

Per una settimana intera, ogni sera, ha riletto quella sentenza…

Il tribunale di Monza l’ha liberata legalmente da oltre 400.000 euro di debiti

Non è troppo bello per essere vero, è semplicemente la legge che funziona e tu puoi vedere la video testimonianza di Antonietta qui sotto

Il momento in cui smetti di scappare e inizi a risolvere

C’è una differenza enorme tra chi affronta il sovraindebitamento e chi ci convive. 

Chi ci convive sposta, rimanda, tampona. Paga una rata e ne salta un’altra, chiede una proroga, negozia un piano, si illude che il mese prossimo andrà meglio. Vive in modalità emergenza permanente, consumando energie che non ha per guadagnare qualche settimana di respiro. Poi il ciclo ricomincia.

Chi affronta il problema, invece, fa una cosa sola: smette di chiedersi come pagare e inizia a capire quali strumenti legali ha a disposizione

È uno spostamento mentale piccolo, ma cambia tutto, perché appena fai quella domanda nel modo giusto, le risposte esistono. Non sono vaghe, non sono incerte, sono scritte nella legge, validate dai tribunali, provate da migliaia di sentenze in tutta Italia.

I sistemi legali per non pagare i debiti non sono una promessa pubblicitaria. Sono procedure codificate, con regole precise, con tempi definiti, con un risultato che nessun creditore può ignorare perché porta la firma di un giudice. 

  • Funzionano per i consumatori, per i professionisti, per i piccoli imprenditori.
  • Funzionano quando i debiti sono con le banche, con le finanziarie, con il fisco.
  • Funzionano anche quando la situazione sembra irrecuperabile, anzi: sono stati pensati esattamente per quando la situazione sembra irrecuperabile.

Quello che non funziona è aspettare. Ogni mese che passa, gli interessi crescono, le more si accumulano, le azioni esecutive avanzano. 

Il momento migliore per affrontare questa situazione era ieri. Il secondo momento migliore è adesso.

Se sei arrivato fino in fondo a questo articolo, probabilmente è perché quello che hai letto ti ha riconosciuto. Perché la domanda che ti porti dietro da mesi, forse da anni, è esattamente quella di cui abbiamo parlato. 

Se è così, il passo successivo non è cercare ancora su internet, non è aspettare che le cose migliorino da sole, non è sperare in un’entrata straordinaria che non arriverà.

Il passo successivo è parlare con qualcuno che sa davvero di cosa parla. 

Una consulenza gratuita, senza impegno, con gli specialisti di Legge3.it, l’organizzazione n.1 in Italia per aiutare le persone a liberarsi dai debiti in modo garantito.

Puoi chiamare il Numero Verde 800 66 25 18, oppure compilare il modulo in basso. Senza spendere nulla, senza impegnarti a niente, solo per capire, finalmente, qual è la domanda giusta da fare.

Buona vita!

Gianmario Bertollo

Gianmario

Vivi una situazione di sovraindebitamento
e non sai come uscirne?

Vivi una situazione di
sovraindebitamento e non
sai come fare ad uscirne?

Se pensi di aver bisogno del mio aiuto, compila il form che trovi qui.

Accederai a un breve questionario che ti chiedo di compilare con precisione, perché grazie ad esso capirò se possiamo gestire la tua pratica e come.

I MIEI LIBRI

libri gianmario bertollo

I miei libri affrontano in modo chiaro e diretto il problema dei troppi debiti che non si riescono più a pagare, tema di cui si parla troppo poco, ma che interessa quasi 7 milioni di italiani.

Le Storie dei clienti

Gianmario

Qui potrai trovare le testimonianze del nostro lavoro, lasciate da alcune delle famiglie che abbiamo aiutato dal 2016 a uscire dal sovraindebitamento.

Ultimi articoli

Anche tu stai lottando per fare fronte a finanziarie, cartelle esattoriali, pignoramenti e rate dure da sopportare?

UNA SOLUZIONE ESISTE...
Affidati ad uno Specialista in Legge 3/2012: cancella tutti i debiti e riparti pulito!
CONTATTAMI DA QUI