Come evitare il pignoramento del conto corrente

Il pignoramento del conto corrente è una misura legale che consente a un creditore di recuperare i suoi soldi, attingendo direttamente al tuo conto corrente attraverso un tribunale.

Essenzialmente, questo significa che qualcuno può legalmente accedere al tuo conto corrente!

In questo modo, potrebbero prelevare i fondi necessari per sostenere la tua famiglia, nutrire i tuoi figli e coprire le tue spese quotidiane come le bollette.

Anche se può sembrare ingiusto, è completamente legale.

Esiste un modo per evitare il pignoramento del conto corrente?

In questo articolo, ti fornirò tutte le informazioni necessarie per evitare il pignoramento del tuo conto corrente.

Dall’evitare soluzioni ingannevoli e potenzialmente pericolose, alle autentiche opzioni legali.

Esatto, esiste una legge che può proteggerti dal pignoramento del conto corrente e per scoprire di cosa si tratta, continua a leggere.

Il pignoramento del conto corrente è solo uno dei metodi che un creditore può utilizzare per recuperare i soldi prestati.

In alternativa, può pignorare:

  • Pensioni
  • Stipendi
  • Provvigioni
  • Prima casa
  • Crediti
  • Commissioni

E altro ancora.

Il pignoramento del conto corrente fa parte di quella categoria denominata “pignoramento presso terzi”, ossia non direttamente sui beni che già possiedi. 

Ma come funziona il pignoramento del conto corrente?

Un creditore può veramente avere accesso al tuo conto e prelevare una grossa fetta del tuo denaro?

È possibile che, a seguito di un pignoramento, tu perda il controllo dei tuoi soldi?

È possibile che il tuo conto venga bloccato senza che tu possa fare nulla?

Esaminiamo con ordine queste domande.

Ti avverto che alcune delle risposte potrebbero non essere di tuo gradimento, ma se leggerai fino alla fine scoprirai il miglior modo per risolvere definitivamente questo problema.

Quando scatta il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto corrente avviene quando non si riesce a rimborsare un creditore: una banca, un istituto di credito o un’azienda con cui hai fatto un acquisto e non hai saldato il debito.

In altre parole, parliamo di debiti certi.

Una causa comune è l’insolvenza nelle rate di un prestito

Quando superi il numero di rate arretrate consentite dal contratto, l’istituto di credito può decidere di annullare il beneficio del piano di rateazione.

Ciò significa che annullano il contratto con te e richiedono l’intero pagamento immediato.

Non potendo saldare le rate, non puoi certamente pagare l’intera somma.

Quindi, l’istituto di credito inizia la procedura per pignorare il tuo conto corrente (spiegheremo come più avanti).

Per fare ciò, devono prima rivolgersi al tribunale, provare di avere un credito nei tuoi confronti e che non lo hai pagato.

A questo punto, il giudice rilascia un “decreto ingiuntivo”, ordinandoti di pagare la somma dovuta entro una data specifica.

Se non effettui il pagamento, il creditore procede con la fase successiva, intimandoti un pagamento tramite un nuovo documento, il “precetto”.

Se anche dopo questo non paghi, il creditore avvierà la procedura di pignoramento del conto corrente.

Ecco, siamo arrivati ​​a questo punto!

Capisci che quello che potrebbe sembrarti un’ingiustizia è in realtà una procedura legale regolare?

Pignoramento del conto corrente: ecco come funziona 

Esamineremo in seguito chi è a rischio di pignoramento del conto corrente.

Per ora vediamo quali rischi concreti corre il tuo conto.

Una volta riconosciuto come debitore inadempiente, il creditore può agire legalmente contro di te, mettendo a rischio il tuo conto e potenzialmente bloccando l’accesso ai tuoi fondi, anche per le spese necessarie come il cibo per i tuoi figli.

Il pignoramento blocca il tuo conto per un importo pari a una volta e mezza il tuo debito.

Ad esempio, se hai un debito di 3.000 €, il tuo conto può essere bloccato per un importo di 4.500 €

Nel passato, il tipo di conto corrente faceva molta differenza, ma oggi non è più così.

Se sei un lavoratore dipendente o pensionato, il pignoramento del conto corrente è solo parziale e non totale. 

Ciò significa che per legge una parte del tuo stipendio (o pensione) rimane intoccabile.

Se il creditore non ha già effettuato un pignoramento presso il tuo datore di lavoro, può farlo sul tuo conto corrente una volta che la somma ti è stata accreditata.

Sinceramente, di solito i creditori preferiscono pignorare 1/5 dello stipendio prima che tu lo riceva.

Si sentono più sicuri.

Se invece procedessero al pignoramento del conto corrente, rischierebbero di non vedere più un centesimo se tu decidessi di cambiare conto. 

Ma parleremo di questo più avanti.

Il pignoramento presso le banche è più comune tra piccoli imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, ecc., ovvero categorie per le quali è difficile effettuare un pignoramento preventivo. 

Non hanno un datore di lavoro.

Se appartieni a una di queste categorie, anche tu sei tutelato dal cosiddetto minimo vitale impignorabile, che è pari al triplo dell’assegno sociale. 

Nel 2022, l’assegno sociale era di 468,10 €, quindi la somma tutelata e non pignorabile è di 1.404,30 €

Ma vediamo come funziona nel concreto.

Prima di tutto, è fondamentale che il creditore abbia un titolo esecutivo per poter procedere al pignoramento del conto corrente

Questo può essere: un decreto ingiuntivo, una sentenza di condanna, cambiali, assegni, un contratto di mutuo notarile, o altro atto notarile che prevede un pagamento, conciliazioni firmate davanti all’ispettorato, in presenza del giudice o di organismi di mediazione

In presenza di uno di questi titoli, il creditore può procedere al pignoramento del tuo conto corrente.

Naturalmente, prima di decidere quale conto pignorare e se ne vale la pena, controllano l’anagrafe dei conti correnti per conoscere la tua situazione economica.

Questo significa che quando esamino la tua posizione, hanno accesso a tutti i conti a tuo nome.

Quando si effettua il pignoramento sul conto, i problemi non riguardano solo le somme che vengono pignorate, ma si presentano principalmente al blocco del conto corrente a causa del pignoramento.

Prima di tutto, il conto corrente viene bloccato in caso di pignoramento, poi bisogna attendere che il giudice assegni le somme al creditore.

Poiché i tempi tra l’udienza di pignoramento del conto e l’assegnazione delle somme possono essere lunghi, talvolta di mesi, durante tutto questo tempo il tuo conto corrente rimane bloccato.

Ciò avviene perché è necessario l’intervento del giudice per l’assegnazione delle somme, a eccezione di Equitalia, che può farsi accreditare le somme senza l’intervento del tribunale.

Dopo quanto tempo termina il pignoramento del conto corrente?

Dopo il pignoramento del conto corrente, se il creditore non ha soddisfatto il suo credito, ha un termine di 30 giorni per decidere se mantenere il pignoramento del conto corrente o liberarlo.

La prosecuzione del pignoramento bancario comporta dei costi che il creditore deve decidere se affrontare o meno.

Dopo 30 giorni, se il creditore non ha preso una decisione, il conto viene sbloccato.

In quali casi un conto corrente non è soggetto a pignoramento?

Quando un creditore intende pignorare un conto corrente bancario, è importante che sappia come procedere e su quale conto sta agendo.

Su alcuni conti esistono limitazioni e tutele.

Dunque, è importante che egli ne sia a conoscenza, altrimenti potrebbe perdere tempo e denaro in procedure che non porteranno a nulla.

Esistono conti che non possono essere pignorati e conti che possono essere pignorati, ma con limitazioni, il che pone un freno alle richieste indiscriminate dei creditori.

I conti che non possono essere pignorati includono:

  • Conti correnti in rosso
  • Conti correnti dove l’unico reddito è la pensione di invalidità
  • Conti correnti dove l’unico reddito è l’assegno di accompagnamento per disabili
  • Conti correnti dove l’unico reddito è una rendita assicurativa a vita
  • Conti correnti fiduciari

Per quanto riguarda i conti in rosso, il principio è semplice: il conto corrente può essere pignorato solo se ci sono fondi presenti o in entrata.

Quindi, se il conto corrente ha un fido, questo non può essere toccato dal creditore.

Pertanto, se il conto è a zero o in rosso, il creditore non riscuote nulla e il giudice sblocca il conto.

Per quanto riguarda i conti correnti con reddito esclusivamente non pignorabile (invalidità, accompagnamento, ecc.), è necessario porre molta attenzione. 

Devi essere sicuro che le somme accreditate siano esclusivamente quelle.

Se sul conto arrivano somme diverse (come pagamento, pensione, incasso di fatture, ecc.), il conto può essere pignorato.

Vediamo ora quali sono i conti correnti che possono essere pignorati, ma con alcune limitazioni.

In parte, l’abbiamo già detto. 

Si tratta dei conti correnti su cui vengono accreditate pensioni e stipendi.

In questo caso, il conto corrente non può essere pignorato per intero.

Questo per proteggere le famiglie dei lavoratori e dei pensionati.

L’importo che può essere pignorato è la parte che supera il valore dell’assegno sociale moltiplicato per tre.

Come abbiamo detto in precedenza, in genere i creditori che pignorano i conti di dipendenti e pensionati preferiscono agire direttamente sulla busta paga o sul cedolino della pensione.

Un altro tipo di conto che presenta limitazioni è il conto cointestato

In questo caso, solo la metà del conto corrente può essere pignorata, perché si presume che l’altra metà appartenga all’altro titolare.

Ma questo non è necessariamente un vantaggio.

Infatti, se il coniuge è coobbligato, c’è il rischio che anche lui subisca il pignoramento e quindi il conto corrente sia a rischio per intero.

Pignoramento del conto corrente: ecco chi è a rischio

Fatte le dovute eccezioni che abbiamo appena esaminato, il rischio di pignoramento del conto corrente bancario è valido per tutti.

Il pignoramento del conto corrente, come abbiamo visto fin dall’inizio, è un pignoramento che il creditore attua per poter recuperare i propri soldi.

Che si tratti di una banca o di un fornitore, ognuno ha il diritto di agire per riscuotere i propri crediti.

Un aspetto importante del rischio è legato alla consistenza del conto, quindi diventa importante sapere cosa si rischia.

Ad esempio, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) può essere pignorato solo per 1/5, quindi i 4/5 rimangono al sicuro.

Tuttavia, ciò dipende anche dal momento del pignoramento.

Se hai ricevuto il tuo TFR da tempo e lo stai mantenendo nel tuo conto corrente per materializzare un progetto o per risparmiare per il futuro, il creditore che pignora il tuo conto corrente può accedere all’intero importo.

Tutto dipende dal debito che hai con lui.

Pertanto, per la stessa ragione, se sei un dipendente e sai che possono solo pignorare una parte del valore del conto corrente, è importante che tu sappia che questa protezione non vale per tutti i soldi presenti nel conto.

Per essere più chiaro:

Se ricevi uno stipendio di 1.500 euro al mese e subisci un pignoramento sul conto corrente, sai che possono pignorare solo la parte che eccede l’assegno sociale moltiplicato per 3 volte, giusto?

Ma se sul tuo conto sono presenti ulteriori somme provenienti dai risparmi che hai accumulato dal tuo stipendio, allora preparati a salutare questi soldi perché saranno pignorati dai tuoi creditori.

Il vero problema non è tanto chi è a rischio, ma anche cosa si rischia, soprattutto se si seguono consigli poco accurati o errati da parte di professionisti che si proclamano esperti in debiti, ma che in realtà non hanno alcuna specializzazione o competenza maturata attraverso anni di esperienza.

Infatti, molto spesso, si finisce per seguire consigli inutili o errati che avvocati generalisti dispensano come se fossero perle di saggezza, senza tener conto dei rischi che si corrono.

Proteggere il conto corrente: ecco 5 consigli sbagliati da cui devi stare alla larga

1. Lasciare il conto in rosso

Abbiamo già stabilito che il fido non può essere pignorato.

Dunque, se lasci il conto a zero o in rosso, il pignoramento bancario non si materializzerà.

Tuttavia, alle banche questa tattica non piace.

Se hai un fido e lo sfrutti fino a lasciare il conto in rosso per evitare un pignoramento, alla banca si accenderà un campanello d’allarme. 

Questo potrebbe portarla a guardarti con occhi diversi e a fidarsi di te meno, chiedendoti di rientrare dal fido immediatamente

Lo stesso vale se hai un mutuo.

Non prenderanno misure immediate, ma saranno sicuramente allerta. 

Non sembra una buona idea dare alla banca motivi per mettere in discussione la tua posizione.

2. Prelevare fino all’ultimo centesimo

Ammesso che tu abbia veramente somme significative da proteggere, cosa fai? 

Ritiri tutto e nascondi il denaro sotto il materasso

Con i tempi attuali, non sembra una grande idea, senza contare che l’utilizzo del contante sta diventando sempre più complicato. 

In alternativa, potresti depositare i soldi sul conto di un familiare. 

Ma come giustificheranno loro al fisco queste somme ricevute? 

Non sembra una buona idea mettere in difficoltà un parente o un amico.

3. Avere un conto condiviso

Avere un conto condiviso non ti esime da un pignoramento. 

Come abbiamo visto prima, significa che il 50% del conto può essere sempre pignorato.

4. Lasciare solo 100 € sul conto

L’idea qui sarebbe di svuotare il conto e lasciare solo 100 euro. 

Secondo questa logica, quando arriva il pignoramento del conto corrente, apri un nuovo conto e usi questo. 

L’ufficiale giudiziario che ha già agito vedrà solo il conto che ha pignorato, mentre tu nel frattempo lavorerai con il nuovo. 

Non sembra una mossa geniale, poiché i conti correnti non sono segreti

Se è stato trovato il tuo primo conto corrente, anche il secondo e qualsiasi altro successivo possono essere facilmente scoperti.

5. Conto corrente estero

Un altro brillante consiglio da avvocati consiste nell’aprire un conto corrente con un IBAN non italiano ma di un Paese della comunità europea, poiché è più difficile da raggiungere. 

Tuttavia, forse in relazione a Equitalia potresti avere ragione, ma forse no.

Non esiste un registro dei conti correnti europei, ma sei obbligato a dichiarare il conto straniero se superi determinate soglie minime. 

In questo caso, il tuo “segreto conto estero” diventa visibile al fisco italiano.

Inoltre, esiste il decreto ingiuntivo europeo, quindi qualsiasi banca o finanziaria può emettere un decreto ingiuntivo contro di te, rendendo inutile la protezione estera.

Come sempre, l’incompetenza degli avvocati generalisti che si spacciano per esperti ma non possono dimostrarlo non produce mai veri consigli utili. 

Al massimo, questi sono suggerimenti temporanei che non risolvono davvero il problema. 

Niente che ti possa proteggere realmente da un pignoramento bancario o di qualsiasi altro tipo.

Scopri la Legge 3/2012 per evitare il pignoramento del conto corrente

Dobbiamo chiarire una cosa: se un creditore procede al pignoramento del tuo conto corrente, significa che la situazione è seria. 

È molto probabile che sia giunto il momento di fare ricorso alle misure previste dalla Legge 3/2012 e alle nuove disposizioni del codice recentemente introdotto per gestire le crisi d’impresa e l’insolvenza!

Come hai potuto notare, il pignoramento del conto corrente è un’ardua sfida che non può essere risolta con semplici trucchi temporanei o soluzioni di breve durata.

Al contrario, ha bisogno di una soluzione definitiva!

Ciò significa che se stai affrontando un problema temporaneo, allora forse i consigli degli avvocati che abbiamo visto prima potrebbero essere di aiuto.

Tuttavia, se stai affrontando un problema di sovraindebitamento, nessuna strategia di evasione ti salverà!

Prima o poi i creditori ti troveranno, e quando lo faranno, ti priveranno di tutto!

Questo diventa un tormento sterile che non ti porta a nulla di buono.

Quando arriva il punto in cui ricevi un pignoramento del conto corrente, i problemi non sono più in attesa, ti hanno già raggiunto.

In questa situazione, ti trovi semplicemente sulla difensiva!

Forse hai seguito i consigli di un presunto esperto o di un avvocato generalista che si finge specializzato in debiti, ma come vedi, non ti sono stati di alcun aiuto.

Ora il danno è fatto!

La Legge 3/2012 è davvero la soluzione definitiva al problema?

In realtà, sì, ma devi agire e muoverti rapidamente prima che i pignoramenti del conto corrente ti svuotino le casse e ti lascino senza risorse per vivere.

La risposta autentica al problema del pignoramento del conto è fornita dalla procedura della Legge 3/2012.

È l’unica soluzione per risolvere definitivamente il problema.

La Legge 3/2012 blocca ogni tipo di richiesta di credito, sia che si tratti di pagamento a rate o di un conto corrente pignorato.

Infatti, non appena il giudice esprime un’opinione favorevole e avvia la procedura, tutti i pagamenti si arrestano, i pignoramenti del conto corrente cessano e i creditori non possono più esigere denaro.

Se sei sovraindebitato, significa che sei in una situazione di debito molto gravosa, in cui i debiti superano di gran lunga il tuo patrimonio.

Vuol dire che con il tuo salario o con il reddito che guadagni non riesci a saldare tutti i debiti.

Questo ti esporrebbe a tutti i tipi di pignoramenti possibili, incluso quello del conto in banca.

Il tuo problema non si risolverebbe mai, resteresti indebitato per il resto della tua vita con il rischio di lasciare ai tuoi figli un’eredità di debiti.

Ecco perché tentare di sfuggire temporaneamente al pignoramento del conto corrente non ti aiuta, hai bisogno di una soluzione definitiva!

La Legge 3 del 2012 ti consente di presentare una domanda in cui richiedi che i tuoi debiti vengano estinti utilizzando il patrimonio che possiedi per un periodo ragionevole.

Se hai debiti per 300.000 € e una casa del valore di 90.000 €, il tuo salario è di 1.500 € e devi pagare rate da 1.200 € al mese, come fai a mantenere la tua famiglia e a nutrire i tuoi figli?

Come fai a fare la spesa, pagare le bollette, comprare vestiti per i tuoi figli che crescono, mettere la benzina nella tua auto, comprare i libri e mandare i tuoi figli a scuola?

E in tutto questo non devi mai avere un imprevisto.

Sei sovraindebitato!

Se pensi di vendere la casa per saldare i debiti, ti ritrovi senza un tetto e, se va bene, con ancora 110.000 euro di debiti.

Non ne uscirai MAI!

Se invece accedi ai benefici della Legge 3/2012 con l’aiuto di veri professionisti, risolvi tutti i tuoi debiti.

Come stabilito dalla legge, metti a disposizione ciò che possiedi per un periodo ragionevole.

Con l’apertura della procedura in tribunale, non dovrai più nulla ai tuoi creditori.

Ogni pignoramento bancario verrà bloccato e nessun creditore potrà richiederti un centesimo.

Tu e la tua famiglia sarete finalmente liberi!

Ecco perché la Legge 3 del 2012 è l’unica soluzione ai problemi di pignoramenti del conto corrente.

Lo sa bene Stefano che ha risolto i suoi problemi:

Ha bloccato definitivamente il pignoramento sul conto corrente e ha ridotto il debito del 97%.

Da 727.000 euro di debiti a soli 30.000: ecco come abbiamo aiutato Stefano a bloccare il pignoramento del conto corrente

Stefano era giovane e aveva poca esperienza alle spalle quando ha avviato la sua attività imprenditoriale nel settore dei trasporti.

Le aziende si approfittavano della situazione per ritardare i pagamenti e per chiedergli di ridurre i prezzi.

Lui rispondeva a queste mancanze con il suo duro lavoro. 

Stefano era uno stacanovista e continuava a far funzionare la sua attività, nonostante i margini di profitto stessero diminuendo.

Poi è arrivata la crisi del 2008 e alcuni dei suoi clienti sono falliti, creando enormi lacune nel bilancio di Stefano.

Nel 2010 ha chiuso la sua attività e ha trovato un lavoro come dipendente con una paga comunque dignitosa.

Ma si trattava di uno stipendio che non avrebbe mai potuto coprire i debiti accumulati negli anni precedenti, soprattutto con Equitalia (ora Agenzia delle Entrate Riscossioni).

I debiti continuavano a crescere a causa delle sanzioni e degli interessi di mora, fino a raggiungere la somma impressionante di 727.000 euro.

Un giorno ha scoperto che il suo conto corrente e un quinto del suo stipendio erano stati pignorati.

Così Stefano, navigando su Facebook, ha trovato noi di Legge3.it.

Abbiamo preparato il suo caso e in pochi mesi abbiamo ottenuto la sentenza a favore di Stefano.

Il Tribunale di Mantova ha accettato il nostro piano e Stefano ha potuto riprendere a vivere!

Ha messo a disposizione della procedura alcune parti (un dodicesimo) di immobili ereditati e 450 euro per i prossimi 4 anni.

In totale, circa 30.000 euro che gli permetteranno di cancellare l’enorme debito che lo stava distruggendo sia fisicamente che psicologicamente.

I pignoramenti sul conto corrente e sullo stipendio sono stati annullati.

Qui in basso puoi leggere la sentenza del giudice che ha liberato per sempre Stefano dalla morsa dei debiti.

Guarda il video e ascolta la sua storia e la sua testimonianza

Testimonianze clienti

La storia che hai appena letto rappresenta soltanto uno dei numerosi successi che abbiamo conseguito dal 2016 ad oggi.

Se desideri scoprire altri successi, cliccando sull’immagine potrai scaricare gratuitamente la versione digitale del libro che racchiude una selezione dei casi di successo che abbiamo ottenuto, completi di storie e testimonianze dei clienti. Il libro si intitola “Fatti e Non Parole”.

Questo libro è in continua evoluzione, infatti siamo già alla seconda edizione e presto dovremo fare un nuovo aggiornamento, perché da quando l’abbiamo pubblicato sono arrivati ulteriori casi esemplari che meritano di essere condivisi.

Lo strumento che tutela i nostri clienti: la Garanzia 100% Soddisfatti o Rimborsati

Ritornando per un attimo alla storia di Stefano, ma estendendo il discorso a tutte le altre storie che abbiamo condiviso con i protagonisti, c’è un aspetto fondamentale da sottolineare.

Ognuno di loro ha avuto la sicurezza che la sua pratica di Legge 3/2012 sarebbe stata risolta positivamente.

SICUREZZA, NON PROBABILITÀ!

Questo perché ogni pratica, prima di essere lavorata, viene esaminata attentamente dai nostri specialisti che forniscono una risposta definitiva sulla sua fattibilità.

Subito dopo, viene elaborata dal nostro ufficio tecnico che esamina ogni piccolo dettaglio, cercando ogni possibile problematica che possa mettere in dubbio l’esito della pratica.

Queste analisi non vengono fatte come le farebbe un avvocato, con l’occhio di chi cerca le condizioni migliori per avere le maggiori probabilità, ma al contrario con lo stesso sguardo critico che adotterà il giudice, alla ricerca di ogni minimo appiglio per respingere la pratica.

Ecco, se la tua pratica supera questi controlli, allora otterrà sicuramente la sentenza favorevole.

Ripeto, stiamo parlando di sicurezza, non di probabilità a favore.

Ecco perché noi di Legge3.it offriamo la Garanzia 100% Soddisfatti o Rimborsati.

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Infatti, se la tua pratica di Legge 3/2012 venisse respinta, saremmo noi a prenderci le responsabilità, proprio perché si tratterebbe di un nostro errore.

Posso assicurarti che quando una pratica di Legge 3/2012 viene respinta, è SEMPRE colpa di chi l’ha preparata.

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Al termine della consulenza avrai del tutto chiaro ogni singolo aspetto della tua reale problematica e soprattutto ti verrà fornito ogni chiarimento su come raggiungere il tuo obiettivo più importante: quello di cancellare per sempre tutti i tuoi debiti che non puoi più pagare.

Buona vita,

GianMario Bertollo

L’ancora di salvezza per uscire dai debiti e ripartire puliti: la Legge Salva Suicidi

Quando io e il mio team discutiamo della legge salva suicidi con un cliente, ci accorgiamo che le persone sovraindebitate non hanno una percezione molto definita del problema e della loro situazione.

Infatti, esclusi pochi casi isolati, la maggioranza ha una scarsa conoscenza del tema.

Raccolgo opinioni del tipo:

  • “So di avere una riduzione in percentuale dei debiti. 15%, 35%, 24%, 60%, ecc. Si sentono cifre che sembrano estratte a sorte”
  • “Per i prossimi 20 anni, mi hanno dato la possibilità di pianificare i debiti in rate mensili”
  • “Mi danno l’opportunità di fare un consolidamento dei debiti”
  • “Mi cancellano dalla CRIF e dalla Banca d’Italia”
  • “Se non ho un’abitazione da offrire come garanzia non posso beneficiare della legge”

Queste sono solo alcune delle frasi che mi capita di sentire spesso.

Mi fermo qui, ma ti assicuro che ne ho sentite di ogni.

La verità è che la causa di questa confusione è da attribuire all’operato alquanto discutibile delle agenzie di recupero debiti che stanno spuntando come funghi. 

Ogni giorno, infatti, vedo e sento parlare di nuovi “esperti” che all’improvviso diventano specializzati in una materia che fino a una settimana non sapevano nemmeno esistesse.

Il problema è che il tasso di indebitamento in Italia è così elevato che avremmo veramente bisogno di un gran numero di professionisti che si occupino e si preoccupino di coloro che soffrono per eccesso di debiti. 

Non mi aspetto di poter gestire tutto da solo. Sarebbe impossibile…

Nonostante ogni mese su Legge3.it effettuiamo selezioni per ingaggiare nuovi collaboratori, è inverosimile che io e il mio team possiamo assistere oltre 7.000.000 di persone alle prese con i debiti.

Ma non posso certo fare orecchie da mercante quando vedo persone che fino a ieri facevano corsi di PNL e oggi si fanno passare per esperti della Legge 3/2012. 

O ignorare coloro che si credono “specialisti da più di vent’anni” di una legge che esiste da appena 10 anni.

Andiamo, siamo seri.

Siamo consapevoli che queste persone esistono realmente nel settore e, solo perché pagano per comparire sui social e su Google, dovrebbero avere il diritto di devastare definitivamente la vita di persone in difficoltà?

Bene, mi calmo. Sono andato un pochino oltre.

Data la scarsa esperienza di queste persone, sento il dovere impellente di redigere un articolo che parli nello specifico della legge salva suicidi, per fare luce sulla questione. 

Magari uno di questi geni lo leggerà e imparerà effettivamente qualcosa.

Il mio desiderio è quello di illustrare in modo chiaro che cos’è la Legge 3/2012, quali sono i suoi vantaggi e, soprattutto, cosa può fare per te questa legge che ti abbraccia e ti risolleva dai debiti.

Per rendere il tutto ancora più semplice, voglio iniziare rispondendo a una domanda.

Come mai esiste una legge salva-suicidi?

Piuttosto che spiegare che cos’è questa legge, desidero soffermarmi sul motivo per cui esiste.

Se comprendiamo davvero il suo scopo, diventa più facile capire cosa fa e come funziona.

Così facendo, eviti anche di cadere nelle trappole dei truffatori e degli incompetenti che potrebbero portarti alla rovina.

Si potrebbe affermare che l’imposizione di questa legge da parte della Comunità Europea all’ex governo Monti sia la ragione del suo esistere. 

Non mentirei dicendo questo, è la verità.

Tuttavia, la vera risposta è nel significato intrinseco della legge.

Vedi, quest’ultima è stata ideata con l’intento di affermare anche in Italia un principio di dignità dell’individuo. 

Ciò significa che era ed è fondamentale proteggere e preservare la dignità di coloro che si trovano sull’orlo del baratro a causa dei debiti.

Riflettendo sugli eventi di una decina di anni fa, ricorderai i titoli quotidiani delle notizie come:

“Imprenditore si suicida per eccesso di debiti – Uomo si dà fuoco davanti a Equitalia a causa delle tasse ingenti – Non riesce a rimborsare il mutuo e si impicca”.

Ecco, se hai buona memoria dovresti ricordare questi accaduti.

Circostanze opprimenti, desolanti, che solo chi le ha vissute o le sta vivendo sulla propria pelle può realmente comprendere.

  • Paura di dover affrontare un recupero crediti minaccioso, ogni qual volta squilla il telefono
  • Rientrare a casa con l’ansia di aprire la cassetta della posta e ritrovarci all’interno la terribile “busta verde”
  • Balzare dallo spavento ogni volta che qualcuno suona alla porta di casa, temendo che sia l’ufficiale giudiziario
  • Vivere con l’angoscia di essere scoperti dai propri amici e conoscenti

Queste sono solo alcune delle paure quotidiane, quelle che viviamo con la costante preoccupazione che possa accadere qualcosa da un momento all’altro.

Ma esistono anche pericoli più seri, che invadono la nostra privacy e spesso vanno anche oltre.

Ad esempio, quando individui poco raccomandabili varcano la soglia di casa dei tuoi genitori anziani e iniziano a etichettare i mobili con post-it che non hanno alcun valore, ma che creano angoscia e paura.

O quando delle persone si intrufolano a casa tua fingendosi l’ufficiale giudiziario o un addetto della banca, ma in realtà si tratta soltanto di luridi individui al servizio delle aziende di recupero crediti (in questo caso vanno  immediatamente cacciati e va chiamata la polizia).

Alcuni malviventi hanno dato prova della loro pericolosità avvicinando i debitori fuori dalle scuole mentre aspettavano i loro figli, presentandosi non solo in un luogo inadeguato, ma turbando anche gravemente la fragile psiche dei bambini innocenti.

Senza protezioni legali contro queste pressioni e di fronte a debiti schiaccianti, molti hanno compiuto gesti estremi in preda alla disperazione.

Dobbiamo essere onesti, in Italia c’è sempre stata l’idea che se uno ha dei debiti è una persona negativa, da evitare. 

Se poi questi debiti non riesce a pagarli, allora è sicuramente colpevole e va assolutamente tenuta alla larga.

È così che ci fanno sentire. 

Appena si viene a sapere che abbiamo un debito eccessivo, tutti iniziano sparlare.

Quando entriamo in un luogo, ci sentiamo scrutati con sguardi di accusa e di falsa comprensione, come se le persone stessero dicendo: “È meglio che mi stai lontano, altrimenti mi chiedi dei soldi”.

Posso benissimo immaginare quali sensazioni abbiano provato tutte quelle persone attaccate da tutte le parti e abbandonate completamente al caso.

Assediate da creditori oppressivi con metodi al limite della legalità, consapevoli di avere un debito incolmabile e, nel frattempo, isolate da parenti e amici, tagliate fuori dai rapporti sociali.

Non più invitate a feste e occasioni varie, e quando presenti, spesso fatte sentire indesiderate, senza muovere un passo per darle conforto e sostegno.

Se solo le persone più vicine a noi fossero realmente in grado di comprendere la sofferenza di chi è schiacciato dal peso dei debiti

Se solo riuscissero a capire che una parola di conforto sincera sia in grado di avere un impatto significativo, che possa fornire il sostegno emotivo necessario per far sentire una persona meno fallita, meno sola.

Madri e padri che si sentono sminuiti e deboli di fronte a piccole richieste da parte dei loro figli che non riescono a soddisfare.

Un brivido percorre la mia schiena al solo pensiero di quanti genitori, nelle festività natalizie, cercano di spiegare ai loro figli che quest’anno Babbo Natale non potrà passare.

Cercando di trovare in tutti modi le parole giuste, ma spesso non ci riescono.

Ma esistono davvero parole giuste in una situazione del genere?

Generi che si sentono con il morale sotto i tacchi quando ascoltano le frecciate della loro odiata suocera.

Mariti che vivono in un perpetuo senso di colpa nei confronti delle loro mogli, poiché la vita che stanno vivendo è lontana anni luce da quella che avrebbero voluto per loro.

In queste condizioni, dove paura, ansia e angoscia prendono il sopravvento, la persona sovraccarica di debiti tende a nascondersi, a scomparire.

“Non esisto più”, “Sono un fantasma” – sono solo alcune delle frasi che ascolto troppo spesso.

Purtroppo, questo è un inferno che milioni di persone vivono ogni giorno, che le tiene sveglie la notte. 

Si sentono inadeguati e inetti, ed è con questo tragico stato d’animo, che molte persone hanno scelto la via più tragica.

Non sono nella posizione di poter giudicare nessuno, ma io stesso non ho mai nascosto di aver avuto pensieri bui nei momenti più difficili della mia vicenda personale.

Ma visto che ho avuto la forza di superare questo terribile ostacolo, ho deciso di dedicarmi a chi oggi vive la mia stessa situazione di allora.

Tutto questo non ha lasciato indifferente chi ha concepito e redatto la legge “salva suicidi”.

Non si trattava solo di colmare un vuoto normativo. 

Certo, era evidente la mancanza di una legge sui debiti dei consumatori e delle piccole imprese, ma l’obiettivo principale era creare una legge che potesse realmente aiutare coloro che sono sopraffatti dai debiti e restituirgli la loro dignità.

L’obiettivo era proprio quello di aiutare le persone che avevano visto calpestata e umiliata la propria dignità.

Insomma, era necessaria una legge per gestire i debiti, ma era fondamentale che fosse scritta con la giusta sensibilità umana.

Ed è proprio con questa sensibilità che la legge “salva suicidi” ha preso forma e vita.

Perché ci si ritrova così profondamente sommersi dai debiti? 

Questa potrebbe sembrare una domanda dalla risposta ovvia, soprattutto se analizzata superficialmente da un osservatore esterno al problema.

Potrebbe sembrare logico ipotizzare che chi si trova sommerso dai debiti sia finito in questa situazione per mancanza di competenza nella gestione delle proprie finanze, o perché sceglie di vivere oltre le proprie possibilità, o peggio ancora, a spese altrui.

C’è addirittura chi pensa che coloro che si indebitano gravemente siano imprenditori che stanno cercando di truffare l’Agenzia delle Entrate, le banche e i fornitori.

Tornando al tema dei pregiudizi, c’è molto da dire anche in questo contesto.

Come se la società italiana si fosse drasticamente trasformata negli ultimi 20 anni, focalizzandosi solo sul come accumulare debiti. 

Ma la realtà è ben diversa.

Non c’è dubbio che la situazione sia sensibilmente peggiorata negli ultimi 20 anni.

Esaminando i dati, possiamo affermare che l’introduzione dell’euro ha provocato una grave crisi economica in Italia.

Non a caso, il nostro potere d’acquisto è precipitato.

Ricordi i tempi in cui, da ragazzi, uscivamo il sabato sera con solo dieci mila lire in tasca? 

Potevamo permetterci una pizza al ristorante, una birra, un pacchetto di sigarette e alla fine della serata avevamo ancora qualche biglietto da mille.

Confermi?

Beh, oggi l’equivalente di quella dieci mila lire sarebbe la 10 euro. 

Prova a dare a un giovane solo 10 euro per passare una serata fuori con gli amici.

Vedrai che al massimo riuscirà a mangiare una pizza, e molto dipenderà dal prezzo del locale.

Le cose sono poi peggiorate con la crisi dei mutui scoppiata negli USA nel 2008.

Ricorderai che in Italia stavamo tentando di resistere all’impatto dell’euro, cercando di ricostruire un’economia, un po’ traballante, ma stava funzionando.

Poi è esplosa questa bolla finanziaria nel territorio americano.

Sembrava talmente lontana che quasi credevamo di averla scampata.

E, invece, come ogni onda lunga di questo tipo, poco dopo è arrivata anche qui, creando un vero e proprio “tsunami”.

  • Fidi annullati
  • Scoperture su cui dover rientrare
  • Non era più possibile richiedere prestiti in banca
  • Le stesse banche non si fidavano più delle altre banche

In sintesi, c’era un clima di terrore finanziario spaventoso.

Questo ha letteralmente stroncato le gambe alla nostra economia. 

In questo modo, le imprese hanno iniziato a incontrare serie difficoltà.

Mi riferisco ad aziende solide con decine o centinaia di dipendenti che, a causa di un cambiamento improvviso del sistema, si sono trovate con casse vuote, incapaci di pagare fornitori, tasse e stipendi. 

Quelle più fortunate hanno dovuto affrontare periodi molto difficili per diversi mesi, mentre quelle a cui è andata male sono state costrette ad abbassare la saracinesca, lasciando centinaia di famiglie senza lavoro.

Questi sono eventi che si sono verificati poco più di dieci anni fa, e non possiamo dimenticarli.

Quegli stessi episodi tristi e angoscianti che hanno portato alcune persone a compiere scelte estreme e, fortunatamente, molte altre a resistere. 

Ma molto spesso, per restare a galla, queste persone si sono ritrovate a dover ricorrere a prestiti, nella speranza che le cose tornassero alla normalità, cosa che purtroppo non è più accaduta.

Come si diceva in quegli anni, quella crisi era la nuova normalità a cui abbiamo dovuto adattarci.

Solo questo è bastato a rovinare la vita a milioni di italiani.

Ma se consideriamo anche gli imprevisti che hanno fatto da cornice, la situazione diventa ancora più drammatica.

A noi di Legge3.it capita quotidianamente di confrontarci con persone che devono gestire troppe rate e debiti, e molto spesso si sono ritrovate in questa situazione anche solo a causa di una malattia di un familiare. 

Un imprevisto difficile e angosciante che, non solo ha devastato il benessere emotivo della famiglia, ma l’ha anche messa in ginocchio economicamente.

Sai quante famiglie con bambini che hanno problemi, con ragazzi che sono stati vittima di un incidente, ci sono e che hanno gravi difficoltà economiche? 

Oggi il sistema sanitario pubblico non è più sufficiente, se la malattia di quel bambino è così rara da non essere riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale.

Sai cosa vuol dire questo per i genitori?

Ma anche nel caso di cure previste per malattie riconosciute, il problema persiste. 

Non di rado capita che queste persone debbano percorrere migliaia di chilometri per curare i loro figli. 

Le cure le copre lo stato, certo, ma i viaggi, l’alloggio dei genitori, i giorni di lavoro persi, ecc. sono tutte spese di cui deve farsi carico la famiglia.

Queste sono le vere ragioni per cui oggi ci sono tante persone che sono sommerse dai debiti.

Non mi riferisco a persone che hanno fatto le vacanze ai Caraibi o dei weekend in Corsica, bensì a gente che combatte ogni giorno per guadagnarsi la pagnotta, per dare un futuro ai propri figli.

Da un lato, ci sono l’ansia e il terrore per la salute di un membro della famiglia, dall’altro, l’angoscia e il timore di non avere abbastanza risorse per curarlo.

Se hai la fortuna di avere un lavoro sicuro o una casa di proprietà, non è difficile ottenere un prestito da una finanziaria.

Spesso, ricorri a tale credito perché devi affrontare una spesa imprevista immediata e non hai più risparmi a disposizione. 

Oppure, perché le tue uscite sono diventate insostenibili e hai bisogno di liquidità per far fronte alle spese quotidiane. 

In questo modo, ottieni un nuovo prestito che, all’inizio, sembra risolvere tutti i problemi.

Utilizzando quel denaro, infatti, paghi comodamente le rate degli altri prestiti. 

Ma poi, quando quei soldi si esauriscono, hai un ulteriore debito.

Quando ti trovi in ​​queste circostanze, le spese sono solitamente numerose, ogni mese l’accumulo di 3, 4, 5 o più rate ti travolge.

Non riesci più a sostenere il tuo stile di vita, i soldi non sono sufficienti per coprire tutte le spese e mantenere la tua famiglia, ed ecco che ti trovi davanti alla tentazione di una finanziaria o una banca pronta a darti un bel mutuo ipotecario, il cosiddetto “consolidamento debiti”.

Sfortunatamente, questa pratica molto comune è quasi sempre dannosa per coloro i quali sono sommersi dai debiti.

In primis, il debito aumenta in modo considerevole, e il calcolo aggiornato degli interessi e delle spese lo fa schizzare alle stelle. 

Ne sei consapevole, ma pensi di non avere alternative.

In secondo luogo, il debito diventa di natura ipotecaria e qui la banca si trasforma in una sanguisuga.

Non sono solo queste le ragioni per cui chi è gravemente indebitato si trova in tali condizioni.

Ci sono quelli che sono stati truffati dalle banche quando, prima del 2008, hanno ottenuto mutui per l’acquisto di una casa, con valutazioni oltre il 110% del valore dell’immobile stesso. 

Mutui per i quali sono stati pagati più di 10 anni di tasso, ma il debito residuo è superiore al valore dell’immobile che nel frattempo si è notevolmente svalutato.

Queste persone pagano tariffe enormi per immobili che richiedono già interventi straordinari di manutenzione.

Ci sono debitori che si trovano in questa situazione solo perché hanno fatto da garante a un figlio, un amico, un parente. 

In questi casi, oltre a dover pagare le proprie rate e i propri debiti, sono costretti a coprire le rate di un’altra persona.

Ci sono imprenditori che, nel corso degli anni, hanno resistito a un’economia ostile e folle e che oggi si ritrovano con debiti significativi con l’Agenzia delle Entrate, solo perché sono stati costretti a scegliere se pagare gli stipendi dei loro dipendenti, garantendo il sostentamento di quelle famiglie, o se pagare le tasse e i contributi.

A tutto questo si aggiunge il costo della vita attuale.

Ti ho già fatto l’esempio della pizza al sabato sera, ma se hai vissuto l’epoca della lira, conosci bene la differenza tra fare la spesa settimanale allora e quanto costa oggi. 

Non possiamo ignorare questi dati di fatto.

Solo in Italia abbiamo assistito a una riduzione dei salari, mentre negli altri paesi europei questi sono aumentati.

Le ragioni politiche non mi interessano, non importa se è colpa dell’Europa, del governo o di chissà chi altro.

Mi riguarda e mi rattrista vedere la gente versare sempre più in una situazione economica disastrosa e osservare il numero delle persone sovraindebitate aumentare ogni giorno.

Se osservi il grafico, noterai l’impennata spaventosa di individui che non riescono più a far fronte ai loro debiti.

Nel 1998, l’incidenza era estremamente bassa, solo lo 0,5%.

Questo significa che l’economia era robusta e fiorente su tutto il territorio nazionale.

Nel 2000, la percentuale era ancora molto contenuta, solamente lo 0,9%, ma subito dopo puoi osservare come questi valori siano cresciuti drasticamente anno dopo anno, fino a raggiungere il 10% nel 2018.

Se consideri che queste statistiche risalgono a 3 anni fa, è normale che ti venga la pelle d’oca.

Cosa accadrà nei prossimi anni in seguito a questo periodo di Covid?

Non solo i numeri sono destinati a incrementare in maniera ancora più significativa, ma questa volta non avremo bisogno di aspettare anni per essere travolti da questa nuova ondata. 

Questa volta l’impatto sarà molto più immediato, poiché gli italiani stanno già utilizzando le loro ultime riserve di risparmi.

Legge salva suicidi: che cos’è nello specifico?

Prima di addentrarci nella questione, è essenziale chiarire un punto: quando qualcuno ci presta delle somme di denaro, è fondamentale che il creditore lo riscuota. 

Questo è un principio cardine che sostiene l’economia e il mondo come lo conosciamo.

Bisogna pagare i debiti.

Credo che su questo concordiamo tutti. 

Ma che senso ha ricattare una persona, estorcendole ogni singolo centesimo, al punto da sottrarle anche il denaro destinato al sostentamento della sua famiglia?

La legge salva suicidi è concepita per prevenire questa situazione e garantire che, un individuo oberato di debiti, non finisca preda degli usurai.

Non a caso, ha una natura anti-usura, ovvero protegge coloro che, a causa del loro ingente debito, sono estremamente vulnerabili nella società, evitando il rischio che si rivolgano agli strozzini.

Nell’ottobre 2020, appena un anno fa, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha suonato l’allarme per 6 milioni di famiglie

Il pericolo è che possano finire nelle grinfie degli usurai per riuscire a tirare avanti.

Il principale vantaggio di una legge che ti salva dai debiti è quello di annullarli in toto, utilizzando ciò che si possiede, per poter uscirne e ripartire puliti.

Considera che fino al 2012 eravamo l’unico Paese in Europa senza una legge contro il sovraindebitamento e, incredibilmente, uno dei pochissimi nel mondo. 

Solo noi e altri 3 o 4 Paesi non avevamo una legge che garantisse la dignità ai sovraindebitati. 

In sostanza, nazioni che riteniamo del terzo mondo avevano già una simile legge a disposizione.

Noi no.

Basta dare un’occhiata a quei Paesi dove tale normativa esiste da anni, per rendersi conto che funziona alla grande e che porta benefici preziosi a tutti.

In Francia, esiste dal 1989, mentre in Germania dal 1999 (e lo stato ci investe).

In Spagna l’hanno battezzata con un nome più ottimista del nostro: si chiama “Segunda Oportunidad”.

Nei paesi anglosassoni, come Inghilterra e USA, esiste da sempre.

Praticamente, eravamo tra le poche eccezioni insieme ad altri 3 o 4 Paesi arretrati.

Come accennavo prima, l’Unione Europea ci ha obbligato a creare questa legge perché ha un obiettivo molto significativo.

Il bello dei benefici derivanti da queste procedure è che, non solo ti liberi da tutti i debiti che hai e torni a respirare e a vivere nuovamente, ma in realtà si genera un effetto positivo anche sull’economia dell’intero Paese.

Innanzitutto, si eliminano debiti completamente bloccati che non apportano alcun beneficio all’economia. 

Le banche e le finanziarie ne sono ben consapevoli, dato che appena si manifestano i primi segni di sofferenza di un credito, lo cedono immediatamente alle società di riscossione. 

I creditori ricevono molto di più con questa procedura rispetto a quelle di pignoramenti ordinari e alle aste immobiliari. 

Una persona senza debiti ritorna a essere un individuo attivo nella società.

Tornerà a produrre senza essere costretto a cercare lavori in nero. 

La stessa persona, ritornando attiva, contribuirà a far girare l’economia, quindi tornerà a pagare le tasse. 

La Germania lo sa molto bene, dato che investe coprendo le spese dei sovraindebitati.

Pensa che ogni euro investito ha un ritorno di ben 6 euro da quel cittadino.

Questo è ciò che vorrei che comprendessero coloro che additano questa legge come la “legge dei furbi”.

Se capiscono questo, si renderanno conto che non c’è furbizia nel richiedere di aderire alla legge 3/2012 “salva suicidi”, ma solo dignità e un beneficio reciproco per tutti.

Per chi è stata pensata la legge salva suicidi?

La Legge 3/2012 si rivolge a coloro che vivono in una situazione di “sovraindebitamento”.

L’essenza di tale condizione non si riduce a semplici problemi transitori nel pagamento dei debiti, ma si tratta di un problema più profondo e persistente.

Se occasionalmente non riesci a rimborsare un prestito, non sei automaticamente sovraindebitato. 

Lo sei quando, mese dopo mese, i tuoi guadagni non riescono a coprire i tuoi debiti, mettendo in pericolo il benessere della tua famiglia.

In questo scenario, la tua situazione patrimoniale viene analizzata nella sua interezza, mettendo in equilibrio le tue attività e i tuoi debiti, ovvero i prestiti e gli altri impegni finanziari da rispettare. 

Questi fattori determinano l’applicazione della legge che molti hanno ribattezzato “anti-debiti”, che si applica quando non riesci a rimborsare regolarmente i tuoi prestiti ogni mese.

Un punto fondamentale della Legge 3/2012 è che i debiti devono essere saldati, quindi non si applica a coloro che si sono indebitati intenzionalmente o che stanno cercando di nascondere il loro patrimonio per evitare di pagare.

Mi infastidisce quando sento commenti del tipo:

“Questa è la legge dei furbi… loro si indebitano e noi paghiamo… È facile, ora mi indebito e poi li cancello…”. 

Queste frasi mi esasperano perché vedo una mancanza di informazione corretta, che può avere un impatto negativo sulla percezione pubblica.

  • Non c’è nulla di furbo nell’essere sovraindebitati, con i creditori che ti mettono sotto pressione, ti chiamano ogni giorno e pretendono il pagamento immediato dell’intero debito
  • Non c’è nulla di furbo nell’essere perseguitati per tutta la vita, con la minaccia di vedersi confiscare i pochi beni rimasti per saldare debiti ancora aperti
  • Non c’è nulla di furbo nel sentire il peso angosciante dei debiti. 

Queste persone sono spesso emotivamente distrutte. 

Sanno di essere indebitate, ma non vedono uno spiraglio di luce.

Questo è il motivo per cui la legge non è per i furbi, ma serve piuttosto come un’ancora di salvezza per chi si trova in una profonda crisi economica e finanziaria.

La vita non è un videogioco in cui, in caso di errore, basta ricominciare da capo.

Bisogna viverla al meglio, e se si è caduti a causa di errori o circostanze difficili, dovremmo avere la possibilità di risollevarci. 

Ognuno di noi merita una seconda opportunità

Se siamo disposti a concederla a criminali, assassini e a coloro che commettono reati contro i minori, non dovremmo forse tendere la mano anche a chi è caduto in difficoltà economiche?

Queste persone non sono dei furbi, ma individui travolti da circostanze molto più grandi di loro. 

Non si tratta di evasori, ma di persone che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi correttamente, ma che, quando è giunto il momento di pagare, non erano più nelle condizioni di farlo. 

Possiamo davvero sentirci in diritto di giudicare coloro che si trovano in uno stato psicologico così fragile da poter compiere un gesto estremo?

Vorrei far riflettere anche coloro che pensano che sia facile indebitarsi per poi non pagare, sfruttando la Legge 3/2012. 

Questo è un giudizio superficiale.

Per accedere ai benefici della Legge 3/2012, uno dei criteri fondamentali è la “meritevolezza”, che implica che devi meritarti la possibilità di cancellare i tuoi debiti. 

Questa opportunità non viene data a chi agisce in malafede.

Dunque, se le giuste motivazioni non sono presenti, non si può usufruire dei benefici di questa legge.

Le persone sovraindebitate sono coloro che si trovano a non poter più pagare i loro debiti.

Sono individui che hanno stipulato un mutuo per la loro prima casa, che hanno comprato un’auto o che hanno effettuato lavori di ristrutturazione nella loro abitazione.

Sono persone come te e me, che ogni mattina si alzano per andare a lavorare. 

Ma sono anche uomini e donne che hanno perso il lavoro a causa delle sfide che il mondo ha dovuto affrontare negli ultimi dieci anni e, in particolare, negli ultimi mesi.

Si tratta di gente che, quando tutto andava bene, era in grado di pagare ogni singola rata, magari in anticipo. 

Ma ora queste persone non possono più farlo. 

Non hanno più un lavoro stabile, o lo hanno perso definitivamente.

Ci sono professionisti che una volta guadagnavano 5.000/6.000 euro al mese e ora devono sopravvivere con meno di 1.000 euro, cercando di dare ai loro figli una vita dignitosa e decorosa. 

Sono persone che, a causa delle difficoltà legate alla pandemia, si sono ritrovate in arretrato con le rate del mutuo e hanno dovuto chiedere prestiti per coprire gli arretrati e nutrire i loro bambini.

Non sono furbe o opportuniste. 

Sono solo individui che chiedono la possibilità di tornare a vivere dignitosamente, di contribuire alla società e che, se potessero, pagherebbero ogni centesimo del loro debito.

Quali sono i criteri per accedere alla legge del risanamento finanziario?

Per usufruire delle disposizioni della Legge 3/2012, è necessario soddisfare criteri precisi, sia oggettivi che soggettivi. 

Senza questi, non è possibile liberarsi dai debiti.

Il requisito oggettivo è quello che abbiamo visto poc’anzi.

E cioè essere in una condizione di sovraindebitamento, ovvero non essere in grado di saldare definitivamente i propri debiti.

I requisiti soggettivi riguardano la situazione specifica dell’individuo.

Il primo criterio è che la persona non deve essere “fallibile”

Questo implica che non deve rientrare nei parametri della legge fallimentare attuale. 

Quest’ultima dice che, se non si superano certe soglie, si può beneficiare delle disposizioni della legge di risanamento finanziario. 

Come funziona?

Beh, in pratica non rientrano nella categoria dei fallibili:

  • Persone fisiche
  • Consumatori
  • Imprenditori agricoli
  • Professionisti registrati in un albo professionale
  • Start-up innovativa
  • Artisti
  • Enti non commerciali (associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato, ecc.)

Tutte queste categorie hanno diritto a beneficiare della legge di risanamento finanziario, indipendentemente dall’importo del debito e dalle cifre relative a patrimonio e fatturato.

I commercianti, i piccoli imprenditori e i lavoratori autonomi, ovvero i titolari di partita IVA, possono beneficiare della Legge 3/2012, a patto che non abbiano superato nessuno dei parametri stabiliti dalla legge fallimentare negli ultimi tre anni di attività.

I parametri da non superare sono:

  • 200.000 di fatturato negli ultimi 3 anni
  • 300.000 di patrimonio negli ultimi 3 anni
  • 500.000 di debiti negli ultimi 3 anni

Ciò vuol dire che nessuno di questi valori deve essere stato superato negli ultimi tre anni dall’imprenditore o dal lavoratore autonomo. 

In tal caso, egli può accedere ai benefici della Legge 3/2012.

Tuttavia, non tutti i debiti possono essere cancellati, questo dipende molto dalla natura del debito stesso. 

Ci sono debiti che non rientrano nella legge salva suicidi, come ad esempio i risarcimenti per danni

Questi importi, tutelati da altre normative, si riferiscono alla responsabilità civile dell’individuo. 

In questo caso, la somma non può essere esdebitata.

Un altro importo che non rientra nei benefici della Legge 3/2012 è quello relativo all’assegno di mantenimento del coniuge.

Anche in questo caso, non è possibile sottrarsi alle responsabilità genitoriali. 

Queste somme devono essere pagate integralmente per il mantenimento dei figli.

Al giorno d’oggi, la legge salva suicidi oggi supporta anche coloro che hanno debiti di gioco, ossia i cosiddetti ludopatici.

Fino a poco tempo fa, questa motivazione non era riconosciuta ai fini dell’esdebitazione.

Tuttavia, se si dimostra di seguire un percorso di cura, visto che la ludopatia è una malattia pienamente riconosciuta, oggi è possibile beneficiare delle disposizioni della Legge 3/2012, anche in questi casi.

La Legge 3/2012: un toccasana per i sovraindebitati o solo una chimera?

Prima dell’adozione della Legge 3/2012, chi era oberato dai debiti era nella stessa situazione di un soggetto oppresso dagli usurai. 

L’unica differenza riguardava i creditori: non più usurai, ma banche, istituzioni finanziarie e lo stato con i suoi oneri fiscali.

La legge contro i debiti ha fornito un’opportunità a milioni di individui di liberarsi del peso finanziario, permettendo loro di restituire solamente ciò che possono realmente permettersi. 

Tuttavia, a causa della diffusa ignoranza sulla legge e l’applicazione scorretta da parte di alcuni professionisti inesperti, soltanto una piccola percentuale di “fortunati” ha potuto beneficiarne.

La domanda che mi viene rivolta ancora oggi da alcune persone è:

“Esiste davvero la Legge 3?”

Ma la domanda che ricevo più spesso, in particolar modo dagli avvocati, è:

“La Legge 3 è davvero efficace?”

Il fatto che gli avvocati, i quali dovrebbero tutelare i diritti dei debitori, mi pongono questa domanda, mi fa venire la pelle d’oca.

Tuttavia, guardando le statistiche nazionali, capisco il perché della loro incertezza.

In Italia, circa il 73% delle pratiche relative alla Legge 3/2012 viene respinto dai giudici, a causa della gestione negligente e incompetente, spesso condotta da avvocati inesperti. 

Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, anzi, quelli con cui collaboriamo sono molto competenti in materia.

Dico solo che se il loro tasso di pratiche rigettate è del 73%, mentre noi di Legge3.it abbiamo un tasso di successo del 100%, ci deve essere una differenza.

Tuttavia, c’è da dire che non sono soltanto gli avvocati a contribuire a questa percentuale negativa.

Anche gli Organismi di Composizione delle Crisi (OCC) hanno un ruolo determinante nel rigetto delle pratiche.

Forse ti chiederai: 

“Ma come è possibile una situazione simile? Anche gli OCC che sono gli organismi che fanno da intermediari tra il debitore e il giudice?”

Sembra incredibile, ma la modalità è diversa da quella degli avvocati.

Mentre l’avvocato potrebbe cercare di sfruttare la legge in maniera subdola, pensando di superare determinate barriere con sotterfugi, l’OCC ha un approccio molto più rudimentale. 

Quest’ultimo non si preoccupa di capire come assistere il debitore, ma si interessa solamente dei dettagli superficiali del caso, per poi presentare un rapporto dettagliato al giudice che, spesso, viene respinto per mancanza di informazioni, dati insufficienti o requisiti dubbi.

In pratica, l’OCC ha compilato il suo rapporto, è stato retribuito e poi si disinteressa della sorte del debitore.

Il debitore rimane così in una situazione di indebitamento, dopo aver speso migliaia di euro senza ottenere alcun risultato, e con l’ulteriore beffa di vedere il suo debito continuare a salire.

La cosa peggiore è che avrà perso fiducia in queste procedure che, se gestite da professionisti competenti, potrebbero risolvere definitivamente la sua situazione!

Poi ci sono le cosiddette agenzie del debito che non fanno nulla per migliorare la situazione. 

Spuntano come funghi ogni giorno, non perché vogliano davvero aiutare, ma perché hanno intuito l’opportunità di business e puntano ai loro guadagni.

Pensa che un’agenzia, dopo un colloquio telefonico con il debitore, gli ha inviato una copia della chiamata, spacciandola per una relazione tecnica.

La consegna è avvenuta in contrassegno e il costo era diverse centinaia di euro.

Non contenti, se la persona in difficoltà decidesse di voler procedere con loro, la prima cosa che fanno è far firmare al malcapitato un bel pacco di cambiali, giusto per non correre rischi. 

È evidente quindi come il loro unico obiettivo sia quello di incassare.

Ma al tempo stesso dimostrano anche una chiara mancanza di fiducia nei confronti del cliente.

Perché ti sto dicendo tutto questo?

Perché chi ha avuto brutte esperienze inizia a dubitare dell’efficacia della legge salva suicidi. 

Invece, i casi gestiti da noi di Legge3.it dimostrano esattamente il contrario.

La Legge 3 funziona perfettamente per cancellare i debiti, a patto che sia applicata correttamente.

Lo dimostrano le nostre testimonianze, lo dimostrano le storie delle persone che abbiamo aiutato e che stiamo aiutando.

Lo dimostrano i fatti.

Il racconto di Aniello rispecchia una situazione comune a molti. 

Senza l’ausilio della legge 3/2012, Aniello, un lavoratore con un reddito stabile, avrebbe rischiato di perdere il proprio immobile e di rimanere indebitato a vita. 

Invece, siamo stati in grado di ottenere per lui un Piano del Consumatore che non solo ha evitato la perdita della sua abitazione, ma sta anche permettendogli di estinguere gradualmente il suo debito.

Il caso di Luca è altrettanto interessante. 

Un imprenditore di successo si è ritrovato sommerso da un debito di 250.000 euro. 

La legge “salva suicidi” ha consentito a Luca di ridurre il suo debito del 90%.

Queste sono solo due storie tra molte altre, come quelle di Anselmo da Trapani, Gabriela e Franco da Reggio Emilia, Giuseppe da Mantova e molti altri ancora.

È importante precisare che non stiamo parlando di personaggi immaginari. 

Questi sono nomi autentici di persone reali

È possibile visualizzare le loro interviste sul nostro canale YouTube, dove hanno espresso la loro gratitudine.

Alcuni di loro, prima di venire da noi, avevano cercato aiuto altrove, affidandosi a pseudo-professionisti che li hanno ingannati, indirizzandoli verso scelte errate e facendoli perdere ulteriori risorse.

Te ne racconto una.

Una di queste aziende che si propone di aiutare i debitori, non potendo applicare la Legge 3/2012 altrimenti i loro titoli di credito verrebbero annullati dal giudice, propone la consolidazione dei debiti.

Sì, proprio quella di cui abbiamo discusso in precedenza.

Rivolgendoti a loro in cerca di aiuto, il loro vero obiettivo diventa: 

“Non riesci a pagare? Nessun problema, ti offriamo un finanziamento con un’unica rata elevata, per molti anni, con interessi e costi elevati, e come bonus aggiungiamo un’ipoteca sulla tua casa e un pignoramento del tuo stipendio”.

Queste sono le loro manovre. 

Tu firmi fiducioso nel loro supporto, ma alla fine ti ritrovi con più problemi di prima.

Questi sono i pericoli che si corrono quando non si è a conoscenza della Legge 3/2012 e delle procedure a disposizione. 

Ma soprattutto, sono i rischi che si corrono quando ci si imbatte in individui senza scrupoli.

Come si possono individuare questi falsi esperti?

È piuttosto semplice, chiedi loro di provare i risultati ottenuti.

Chiedigli se sono certificati e quali garanzie ti danno.

Quante procedure di Legge 3/2012 hanno avviato e, soprattutto, quante ne hanno portato a termine con successo.

Chiedi di visionare le sentenze e confrontale con le testimonianze che ti mostrano.

Controlla se i nomi sono autentici o inventati, non è complicato. 

Se i nomi non coincidono tra la sentenza e la testimonianza, significa che sono falsi.

La maggior parte delle volte queste persone non hanno storie autentiche da mostrare, ma si prendono la briga di crearle ad hoc.

Ti avverto anche che ci sono stati casi in cui qualcuno ha tentato di usare le nostre testimonianze, cambiando i nomi per farle sembrare proprie.

Ecco perché oltre alla storia mostriamo anche la sentenza correlata al caso.

Come vedi, quindi, è fondamentale conoscere a fondo sia le persone con cui interagisci sia il funzionamento della Legge 3/2012.

Legge anti suicidi: ecco le 3 procedure

Ora ci immergeremo nella parte più tecnica della legge, cercheremo di capire più profondamente le procedure che la caratterizzano e la rendono significativa, ossia vedremo quei dettagli che la attuano.

Esistono tre modalità distinte che consentono a chi è oberato dai debiti di liberarsene.

Bada bene: non si tratta di opzioni legate alla volontà di chi è costretto a utilizzarle, bensì si fanno riferimento al genere di debito, alla mole di debiti e al patrimonio a disposizione.

Ecco le procedure previste dalla Legge 3/2012 per raggiungere l’esdebitazione:

  • L’Accordo di Composizione della Crisi
  • Il Piano del Consumatore
  • La liquidazione 

# 1 Procedura: l’Accordo di Composizione della Crisi

Si tratta di un procedimento che consente al debitore di ripianificare i propri debiti.

È essenziale ricordare che si parte dal presupposto di un sovraindebitamento, come sottolinea la legge. 

Pertanto, senza questa condizione, non può esistere un Accordo per la Risoluzione della Crisi.

Il procedimento prevede essenzialmente di offrire ai creditori una riduzione del debito in proporzione a un importo gestibile dal debitore

Se, tra tutti i creditori, quelli che detengono almeno il 60% del debito accettano convalidano l’offerta, si richiede l’omologa al giudice. 

In questo scenario, anche se il restante 40% fosse contrario, dovrebbe adeguarsi al decreto del giudice.

Facciamo un esempio pratico.

Immagina di avere debiti per 100 mila euro che non sei in grado di gestire a causa di rate troppo elevate:

  • 50 mila euro per un mutuo
  • 35 mila euro per un prestito n. 1
  • 15 mila euro per un prestito n. 2

Sei sovraindebitato, ma i parametri ti permettono di gestire un rimborso del debito inferiore, ad esempio 50 mila euro.

In questa situazione, si richiede a tutti i creditori un Accordo di Composizione della Crisi che riduca debito e rate.

Ciò implica che ciascuno di loro dovrebbe ricevere meno:

  • 25 mila euro per saldare il mutuo
  • 17,5 mila euro per saldare il prestito n. 1
  • 7,5 mila euro per saldare il prestito n. 2

Si cerca un accordo con i tre creditori, ma non tutti lo accettano.

La banca del mutuo e il prestito n. 2 accettano, mentre il prestito n. 1 rifiuta.

Nonostante il rifiuto dell’ultimo, gli altri due creditori rappresentano il 65% del debito. 

Pertanto, avendo superato la soglia minima del 60%, il giudice accoglie la richiesta e concede la convalida. 

A quel punto, il debito viene ridotto per tutti e tre i creditori, incluso quello che ha rifiutato

Infatti, non può opporsi a questa decisione, deve solo adeguarsi.

Ti rivelo un segreto: questa procedura è la più respinta dai giudici e allo stesso tempo è la più adottata dagli avvocati.

La ragione è chiara: gli avvocati non la utilizzano nell’ottica in cui è stata ideata, ma come stratagemma per fermare un’asta in corso, così da poter dire al cliente che gli hanno salvato l’abitazione. 

Infatti, questa procedura permette di mettere in stand-by qualsiasi processo in corso, compresa l’asta, fino a quando il giudice non si pronuncia.

Quello che accade realmente è che l’avvocato presenta la richiesta al giudice, prima di consultare i creditori, sapendo che raggiungere un accordo con loro è molto difficile. 

Solo dopo fa richiesta di un accordo con i creditori, ma a quel punto otterrà solo rifiuti.

Senza il 60% dei consensi, il giudice respinge la richiesta e così l’avvocato dirà al cliente che non è colpa sua ma del giudice che non ha compreso la situazione e che lui ha fatto tutto il possibile.

Alla fine, il risultato è che il sovraindebitato rimane ancora sommerso dai debiti e che i creditori si faranno ancora più insistenti perché la richiesta ha sospeso tutto per mesi.

# 2 Procedura: Piano del Consumatore 

Tra le procedure, questa presenta i criteri più rigorosi.

Prima di tutto, il requisito fondamentale è che può essere attuata solo da un consumatore. 

Quindi, un lavoratore autonomo può farne uso solo se i debiti sono legati alla sua persona e non alla sua attività professionale.

Il Piano del Consumatore richiede un requisito soggettivo molto rilevante: la meritevolezza.

Questo implica che, se il consumatore si è indebitato in modo doloroso o per motivi frivoli, il giudice non approverebbe la richiesta. 

Questo criterio è cruciale perché deve evidenziare che il debitore si è indebitato involontariamente e ha fatto tutto il possibile per saldare i debiti

Ciò serve anche a mostrare quanto seriamente si impegnerà per rispettare il piano.

Inoltre, spesso il giudice richiede un garante che possa assicurare il successo del piano stesso.

Generalmente, si ricorre a questa procedura quando esistono condizioni reali per salvaguardare l’abitazione che, al contrario, con la Liquidazione (che successivamente vedremo) verrebbe messa in procedura.

Infatti, dato che il Piano per il Consumatore deve essere più vantaggioso per i creditori rispetto alla Liquidazione, è necessario analizzare attentamente i dati e trovare il giusto equilibrio che soddisfi i creditori da un lato, ma non lasci il debitore sovraindebitato.

Non è sempre possibile trovare questo equilibrio, poiché spesso richiede un riordino dei debiti che può durare molti più anni di quanto sia previsto con la Liquidazione.

Senza questo equilibrio, il Piano del Consumatore viene respinto.

Facciamo un esempio pratico.

Immaginiamo che l’individuo sovraindebitato abbia debiti per 200 mila euro, divisi tra:

  • 150 mila di mutuo sulla casa
  • 50 mila di vari prestiti

Nel nostro esempio, l’abitazione vale solo 120 mila euro.

Se si procedesse con la Liquidazione, tenendo conto delle varie procedure, la casa potrebbe fruttare ai creditori 80 mila euro.

Tuttavia, se vi fosse la possibilità di salvare l’immobile e si presentasse un piano che preveda il pagamento di 110 mila euro in 10 anni, questo potrebbe essere considerato un piano di miglioramento con la possibilità di essere approvato dal giudice.

È quello che abbiamo fatto, ad esempio, con Aniello da Napoli, che, desiderando salvare la sua abitazione, può gestire un’importante rata mensile grazie al suo elevato stipendio e alla garanzia fornita dalla suocera.

Ascolta la storia di Aniello: https://www.youtube.com/watch?v=TgF8c2cs3hE

# 3 Procedura: La Liquidazione del Patrimonio

Tra tutte le procedure previste dalla legge salva suicidi, questa è di gran lunga la più semplice e la meno problematica di fronte al giudice.

Come suggerisce il nome stesso, la Liquidazione mira a convertire in denaro i beni del debitore.

È importante ricordare un principio fondamentale: una persona sovraindebitata è qualcuno che non può soddisfare in modo continuativo i propri obblighi finanziari con il patrimonio facilmente liquidabile. 

Pertanto, se il patrimonio è inferiore ai debiti, possiamo confermare che sussiste una situazione di sovraindebitamento.

In questa circostanza, il debitore mette a disposizione tutto il suo patrimonio per ripagare i debiti. 

Questa pratica non richiede particolari prove di meritovolezza, ma il merito del debitore diventa rilevante nelle fasi successive. 

Cerchiamo di capire meglio questo aspetto.

Quando il giudice accoglie la richiesta, il debitore mette a disposizione il suo patrimonio, conservando ciò che è necessario per condurre una vita dignitosa

Questo passaggio è cruciale perché garantisce al debitore che non dovrà più temere di trovarsi in difficoltà, poiché stipendio (o pensione) saranno protetti.

Questo processo ha una durata minima di 4 anni, al termine dei quali il debitore può richiedere l’esdebitazione. 

Per questa procedura, la legge dichiara che la meritevolezza consiste semplicemente nel non ostacolare il liquidatore nella vendita dei beni.

Nel caso in cui il debitore non abbia beni da mettere a disposizione, è possibile accedere a questa procedura offrendo una parte del proprio reddito, ma solo quella che rimane dopo aver soddisfatto tutte le necessità familiari. 

Quindi, come detto poc’anzi, viene sempre garantita la possibilità di condurre una vita decorosa (cosa che per i sovraindebitati è quasi impossibile).

In questo scenario, la meritevolezza per richiedere l’esdebitazione dipende solo dal rispetto del piano di liquidazione previsto.

Facciamo un esempio per chiarire.

Supponiamo che un individuo sovraindebitato abbia un debito totale di 450 mila euro e un patrimonio composto da:

  • Casa del valore di 110 mila euro
  • Automobile del valore di 8 mila euro
  • Stipendio di 1500 euro al mese

La famiglia del debitore è composta da 5 persone, incluse tre figlie minori.

È ovvio che il debito supera di molto il patrimonio.

Ma come funziona la legge anti-suicidi in questo caso?

Il debitore offrirà la casa e l’auto, mentre l’analisi delle necessità della famiglia richiede che lo stipendio dovrà essere interamente riservato alle esigenze familiari.

Il ricavato dalla vendita dei beni, anche se minimo, sarà utilizzato per ripagare il debito e, grazie all’esdebitazione, tutto ciò che non è stato possibile saldare sarà cancellato per sempre!

La Liquidazione è l’opzione migliore perché permette di eliminare tutto il debito con ciò che si possiede.

Inoltre dura solo 4 anni: al termine di questo periodo l’individuo è libero e può tornare a vivere serenamente.

Quattro anni possono passare velocemente quando si ha un obiettivo e non si è più perseguitati dai creditori, mettendo le persone nelle migliori condizioni per ripartire.

# 4 Procedura: Esdebitazione dell’incapiente

Sebbene ti abbia parlato di tre procedure legate alla legge salva suicidi, ne esiste una quarta che vale la pena menzionare.

Si tratta di un’opzione completamente nuova, integrata nel quadro legislativo dal dicembre 2020. 

Questa novità è estremamente importante poiché amplia il numero di individui che possono beneficiare della Legge 3/2012. 

Infatti, fino a dicembre 2020, coloro che potevano richiedere l’esdebitazione dovevano essere in grado di contribuire in qualche modo al procedimento, anche in maniera minima (anche se la copertura era solo dell’1% dei debiti, per intenderci).

Non avevi una casa? Era bene che avessi uno stipendio.

Non avevi uno stipendio? Era importante possedere un’auto.

La legge prevedeva la necessità di pagare i debiti “almeno in parte”. Non importava quanto, ma “almeno in parte”.

Il legislatore si è reso conto che questa disposizione escludeva dai benefici della legge salva suicidi quegli individui che non avevano nulla da offrire e, dato che sarebbero stati continuamente inseguiti dai creditori, non avrebbero mai avuto nulla da utilizzare ai fini della Legge 3/2012.

Pertanto, nel 2020, è stata introdotta la quarta procedura: l’Esdebitazione dell’Incapiente.

Ciò significa che anche se un debitore non ha nulla da offrire per risolvere la sua situazione, i suoi debiti vengono cancellati una volta nella vita. 

Vengono azzerati, completamente eliminati e, inoltre, riceve l’esdebitazione immediata.

Ciò gli permette di ritornare a essere un soggetto attivo nella società fin da subito. 

Se non ha un lavoro, ora sarà in grado di cercarne uno per garantirsi un sostentamento.

Abbiamo recentemente ottenuto una sentenza per una delle prime cause di esdebitazione dell’incapiente presso il Tribunale di Mantova.

Clicca qui per guardare la sentenza che ha salvato per sempre dai debiti Giorgio da Mantova

Dunque, se fino a qualche anno fa le procedure erano 3, adesso sono 4.

1)Accordo di Composizione della Crisi

2)Piano del Consumatore

3)Liquidazione

4)Esdebitazione dell’Incapiente

Chi è sovraindebitato, quindi, grazie a queste 4 preziose procedure, ha la possibilità di avere una nuova vita e una nuova dignità.

Ecco come Franco e Gabiela Soncini hanno detto addio ai loro debiti

Franco e Gabiela, una coppia di Reggio Emilia, hanno vissuto una crisi finanziaria che è durata 15 anni.

Tutto è cominciato dall’acquisto di un bar.

Quel che doveva essere l’avventura imprenditoriale della loro vita, si è rivelato essere il loro peggior tormento.

Per comprare il bar, mal consigliati, si sono affidati a una banca per ottenere un mutuo. 

Il denaro richiesto non era destinato solo alla rilevazione dell’attività, ma anche all’acquisto del locale in cui si trovava.

Le difficoltà sono iniziate quasi subito, ma i due coniugi hanno tenuto duro.

Hanno cercato di tenere il passo con i pagamenti, ma quando hanno iniziato ad accumulare arretrati, la banca ha chiesto il saldo del debito residuo.

Per far fronte a questo, sono stati costretti a vendere la loro abitazione

Sotto la pressione esercitata dalla banca, hanno dovuto rinunciare al loro unico bene, quello al quale nessuna famiglia vorrebbe mai dover rinunciare. 

Purtroppo, a causa di una sottostima da parte dell’agenzia immobiliare, la casa è stata venduta a un prezzo inferiore rispetto al suo valore effettivo.

I Soncini hanno venduto la casa e saldato parte del debito con la banca, sperando che questo li avrebbe liberati in parte del loro fardello finanziario.

Tuttavia, dato che il debito non era stato estinto completamente, la banca, affamata e insaziabile, si è accanita sul locale del bar: lo ha pignorato e lo ha messo all’asta.

La coppia era in preda alla disperazione. 

Grazie al sostegno di alcuni familiari sono riusciti a tirare avanti, ma l’angosciante e triste situazione ha portato il signor Franco a subire un infarto.

I due coniugi erano alla deriva.

Tuttavia, in mezzo a questa tempesta, il signor Franco si è ricordato di aver visto un servizio sulla legge salva suicidi su Report. 

Dopo aver fatto delle ricerche online, ha trovato noi di Legge3.it e ci ha spiegato la loro situazione. 

Attraverso le loro parole, abbiamo potuto percepire la disperazione di una famiglia sull’orlo del baratro, che stava per perdere tutto e che non vedeva alcuna speranza di ritrovare la tranquillità.

Il bar era già stato messo all’asta e se le cose fossero andate avanti così, il locale sarebbe stato svenduto e loro sarebbero rimasti con un debito ancora pendente.

Abbiamo quindi avviato le procedure necessarie, bloccando l’asta e guadagnando tempo per presentare la richiesta di liquidazione.

La sentenza del giudice a loro favore ha messo fine a un periodo di sofferenza lungo 15 anni, permettendo loro di tornare a vivere in pace!

Il miglioramento delle loro condizioni di vita è tangibile, si può vedere nei loro occhi, nei loro volti non c’è più traccia di disperazione. 

Sembrano più rilassati anche fisicamente.

Conosco bene quella sensazione, perché l’ho provata in prima persona e so quanto possa essere devastante.

Sapere che esiste una legge che rispetta la dignità umana, una legge salva suicidi, mi dà l’energia necessaria per aiutare quante più persone possibile a uscire dal tunnel del debito.

Quest’energia si moltiplica cento volte quando vedo persone come Franco e Gabiela che riprendono a vivere una vita dignitosa.

Guarda il video e ascolta la loro storia e la loro testimonianza: https://www.youtube.com/watch?v=PgMRilusoEI

Come hai avuto l’opportunità di leggere e osservare, questa narrazione è l’evidenza di ciò che abbiamo discusso finora: La legge 3/2012, soprannominata “salva suicidi”, rappresenta l’unica via per liberarsi dei debiti.

Ti sarai reso conto che non è una legge concepita per gli astuti e che è necessario rispettare determinati requisiti significativi per poterla utilizzare.

Avvocati inadeguati e privi di etica hanno spesso reso la situazione peggiore di prima, proprio perché incapaci di comprendere i requisiti e di applicarli nelle loro azioni legali.

Ecco perché è fondamentale che tu confidi solo nei professionisti in grado di fornirti risultati tangibili, professionisti che possano garantirti una soluzione alla tua situazione.

Non puoi e non devi lasciare nulla al caso, in gioco c’è la riuscita del tuo caso e la soluzione che potrà trasformare la tua vita in modo positivo e liberatorio.

Nella scelta di questi professionisti, non dovresti affidarti al tuo istinto, ma basarti esclusivamente su documenti ufficiali, su sentenze legali.

Richiedi sempre una prova tangibile delle affermazioni che ti vengono fatte, non dare mai fiducia a persone che vantano risultati di cui non sono in grado di fornire prove concrete.

Controlla che le storie che raccontano e le testimonianze che forniscono siano autentiche. 

E, soprattutto, che siano state effettivamente gestite da loro. 

Esistono organizzazioni che rivendicano risultati di lavori di cui non hanno alcuna conoscenza.

Se sei fortunato, potresti trovare un professionista che si dichiara esperto solo perché ha gestito con successo uno o due casi, mentre in realtà ne ha gestito male altri 10.

Potrebbe sembrarti strano, ma il rischio è concreto. 

Affidarsi ad avvocati o commercialisti che sbagliano 7-8 casi su 10 perché vanno a tentativi, è un pericolo enorme.

Vivono la legge salva suicidi allo stesso modo in cui vivono le cause ordinarie, dicendo ai loro clienti: “Proviamo a fare causa”.

Assolutamente inaccettabile. 

Non stiamo parlando di una controversia con il vicino di casa per il cane, stiamo parlando della tua vita, della vita della tua famiglia e dei tuoi figli. 

Vuoi davvero solo “provare”?

Quando ho detto che un certo numero di casi viene respinto dal giudice, condannando definitivamente chi si è affidato a questi chiacchieroni, lo affermo basandomi su dati concreti.

Pubblicazioni di rilievo, come Il Sole 24 Ore, hanno riportato le statistiche degli insuccessi che si registrano in Italia quando si parla di procedure della legge 3/2012:

  • Il 73% dei casi presentati ai giudici viene respinto
  • Solo il 27% delle persone che hanno richiesto i benefici della legge “salva suicidi”, come unico mezzo per liberarsi dei debiti, è riuscito a ripartire pulito

La colpa di questo fallimento clamoroso ricade unicamente sui professionisti che si autoproclamano esperti, che si presentano come risolutori definitivi, quando in realtà non hanno capito nulla delle procedure previste dalla legge salva suicidi.

Per noi di Legge3.it, la situazione è molto diversa. 

Il nostro obiettivo è farti ripartire pulito, conducendoti per mano verso l’uscita del tunnel dei debiti.

Infatti, possiamo dichiarare con sicurezza che il 100% dei casi che abbiamo presentato nei tribunali di tutta Italia è stato risolto con successo!

In cinque anni di attività di Legge3.it, abbiamo fatto annullare debiti per oltre 39 milioni di euro (e ancora ci sono molti casi in corso e altri che se ne aggiungono ogni giorno).

Qualche anno fa, nel mese di agosto, abbiamo ottenuto il record assoluto in Italia per il valore di debito cancellato.

Mentre tutti erano al mare e i tribunali mettevano in pausa tutte le attività, abbiamo ottenuto una sentenza di enorme importanza.

L’annullamento di un debito di 5,3 milioni di euro, record assoluto in Italia per il valore del debito annullato. 

Per far capire quanto sia fondamentale per noi di Legge3.it la legge anti-debiti, ti dico che abbiamo lavorato costantemente anche durante la pandemia, ottenendo sentenze favorevoli proprio durante il lockdown.

Esattamente quando tutti gli altri professionisti affermavano che in quel periodo tutto era fermo.

L’Ansa, l’agenzia di stampa più autorevole e nota d’Italia, ha recentemente pubblicato un comunicato stampa che parlava di questo e ha menzionato noi di Legge3.it, descrivendoci come l’unica realtà italiana riconosciuta autorevole sia dai professionisti del settore che dai clienti.

Tutti i nostri successi sono stati riportati dalla stampa nazionale, da quella locale, da TV, radio e diffusi sul WEB.

Non sto cercando di autocelebrarmi, ma lo dico per farti capire che sei davvero di fronte alla possibile soluzione del tuo problema (consulta la nostra rassegna stampa su questo sito e capirai di cosa sto parlando).

Comprendendo la tua situazione, conosco le difficoltà che stai attraversando.

Senti come se ti mancasse l’aria, e il peso che porti sulle spalle sembra insostenibile.

Desideri alleviare quella pressione che ti opprime il petto, ma anche se sembra palpabile, sai che non puoi eliminarla con il solo potere dei sogni e delle aspirazioni.

C’è soltanto una via per lasciarti alle spalle la disperazione che ti logora giorno dopo giorno, in un tempo che sembra durare un’eternità.

Cerchi di rimanere impegnato, nella speranza di trovare una soluzione o i fondi necessari per uscire da questa situazione. 

Ma allo stesso tempo, hai bisogno di distrarti, perché quando la mente è libera, tende a vagare senza controllo, portandoti a pensieri inquietanti.

Pensi alla tua famiglia che ha sofferto o sta soffrendo al tuo fianco.

Pensi ai tuoi figli che meritano molto di più di quello che sei in grado di offrire loro adesso.

Ricordi tutte le volte in cui un amico ti ha invitato a cena, ma hai dovuto declinare l’invito perché sapevi che non avresti potuto permettertelo.

Ecco perché ti posso assicurare che sei nel posto giusto con le persone giuste.

Persone che sapranno ascoltare e comprendere la tua sofferenza e il tuo dolore. 

Persone che fanno parte di un team che ha ottenuto risultati straordinari e comprovati nell’applicazione della legge salva suicidi.

Ti incoraggio, perché questi risultati sono il prodotto di un sistema complesso e certificato, non sono semplici “colpi di fortuna”.

Sono successi che sappiamo di poter avere perché abbiamo delle procedure rigorose che ci impediscono di commettere errori.

Siamo così sicuri di quello che stiamo facendo, del lavoro come viene eseguito, dei risultati positivi che ne derivano, che ti garantiamo che tutto procederà senza intoppi.

So che in questo momento sei pieno di dubbi e sei perplesso.

“Certo, tutto questo suona bene, ma…”

È naturale che in questo momento ti senta turbato, scosso e confuso a causa delle numerose informazioni che hai letto in questo lungo articolo.

Proprio per questo, da diversi anni abbiamo introdotto una clausola nei nostri contratti di assistenza che ti protegge da qualsiasi rischio, che ti garantisce il successo della tua causa sulla legge 3/2012, che cancellerà tutti i tuoi debiti e ti permetterà di ricominciare da zero.

Lo strumento che tutela i nostri clienti: la Garanzia 100% Soddisfatti o Rimborsati

Hai ascoltato le parole pronunciate da Franco negli ultimi minuti del suo racconto?

“Durante il percorso ho capito che queste persone non avevano nessun conflitto di interesse. Cosa che non ho visto con le altre persone e gli avvocati che ho sentito all’inizio. Tirando una somma ho capito che c’era qualcosa che non andava. Questo mi ha dato fastidio.”

Queste sono le sue dichiarazioni, le hai sentite nel video.

Le parole di Franco riflettono i sentimenti di molti, sia di coloro che hanno condiviso la loro esperienza in video sia di coloro che stanno intraprendendo il percorso ora.

Con Legge3.it, hanno trovato sicurezza e tranquillità, soprattutto grazie alla Garanzia 100% Soddisfatti o Rimborsati.

Una garanzia che nessuno mai gli aveva offerto.

I professionisti “ordinari” richiedono, o meglio esigono, che le loro fatture siano sempre pagate, anche se le cose non procedono come sperato. 

Per essere chiari, vogliono essere remunerati anche se tu perdi.

E lo fanno senza scrupoli!

Avvocati che non hanno problemi a emettere decreti ingiuntivi per pratiche sulla legge salva suicidi respinte a causa della loro incompetenza e negligenza.

Presunti professionisti che si vantano di essere specialisti in esdebitazione.

La legge lo consente, la loro prestazione professionale non viene tarata in base al successo, ma sulla base del fatto che hanno condiviso la loro competenza, il loro tempo ecc…

In pratica, potremmo dire che gli altri pretendono di essere pagati solo perché sono avvocati o commercialisti, non perché hanno risolto il tuo problema.

E quando non raggiungono l’obiettivo, lasciandoti nei guai, la loro scusa predefinita è sempre questa:

“eh, ma il giudice non ha nemmeno letto i documenti…”

Ma quando entrano in contatto con noi persone che sono state vittime di questi chiacchieroni che li hanno fatti cadere definitivamente, comprendiamo dalle sentenze il danno che hanno causato.

Dalle sentenze i giudici hanno decretato il rifiuto a causa della negligenza o incompetenza dell’avvocato o degli OCC che non hanno preparato adeguatamente la pratica. 

Spesso mancano documenti fondamentali o vengono addirittura confuse le procedure.

Ci sono errori così gravi da far tremare uno studente di legge appena iscritto all’università.

Ecco perché abbiamo deciso di strutturare il nostro lavoro in modo completamente diverso da quello a cui si è abituati a vedere in Italia, ed ecco perché abbiamo inserito una garanzia di successo nei nostri contratti di servizio professionale.

Quindi, vediamo come funziona questa garanzia.

È molto semplice:

Considerato che la legge 3/2012 prevede procedure di preparazione e attuazione della pratica molto specifiche, rigorose e complesse…

… dato che abbiamo sviluppato un metodo scientifico per portarle a termine con successo (come dimostrano i fatti)…

… se per qualche motivo un giudice dovesse respingere la nostra richiesta, ti restituiamo quello che hai pagato. 

Semplicissimo.

Se sbagliamo noi, non devi essere tu a pagare il prezzo!

Il caso di Franco e Gabriela ne è la prova perché ci siamo presi la responsabilità di iniziare la loro pratica quando l’asta era già in corso.

Abbiamo corso il rischio di vedere vanificato tutto il nostro operato.

Adottando fedelmente il nostro metodo di lavoro, che considera tutti i possibili scenari avversi, abbiamo portato a termine con successo questa pratica così complessa riguardante la legge salva suicidi.

La garanzia Soddisfatti o Rimborsati ti protegge perché trasferisce su di noi ogni pericolo, ogni rischio.

Ti confermo che per noi questo metodo di lavoro, benché rigido, è di fondamentale importanza.

Immagina cosa succederebbe se agissimo esattamente come i professionisti incompetenti.

Saremmo inclusi in quella vergognosa media nazionale con solo 3 pratiche su 10 accolte.

Come credi che potremmo applicare la Garanzia 100% Soddisfatti o Rimborsati?

Saremmo costretti a lavorare senza profitto perché dovremmo rimborsare tutti coloro che non siamo riusciti ad aiutare, rischiando di andare in bancarotta in un mese.

Ecco perché è fondamentale per te avere al tuo fianco professionisti veramente capaci di risolvere il problema e che non hanno paura di metterci la faccia (e il portafoglio) per far si che tu ottenga il risultato desiderato: perché solo così ti metti al riparo dall’incompetenza!

Testimonianza clienti

Il video che hai appena visto rappresenta soltanto uno dei numerosi successi che abbiamo conseguito dal 2016 ad oggi.

Se desideri scoprire altri successi, cliccando sull’immagine potrai scaricare gratuitamente la versione digitale del libro che racchiude una selezione dei casi di successo che abbiamo ottenuto, completi di storie e testimonianze dei clienti.

Il libro si intitola “Fatti e Non Parole”.

Questo libro è in continua evoluzione, infatti siamo già alla seconda edizione e presto dovremo fare un nuovo aggiornamento, perché da quando l’abbiamo pubblicato sono arrivati ulteriori casi esemplari che meritano di essere condivisi.

Se anche tu in questo momento ti trovi in difficoltà per via di debiti che non riesci più a pagare, sia con Equitalia che con Banche e Finanziarie ecc…

… chiama il numero verde 800 66 25 18 o vai su questa pagina e compila il form per prenotare immediatamente una consulenza gratuita con i nostri specialisti.

Verrai ascoltato da veri esperti certificati e potrai esporre la tua situazione nel dettaglio.

Al termine della consulenza avrai del tutto chiaro ogni singolo aspetto della tua reale problematica e soprattutto ti verrà fornito ogni chiarimento su come raggiungere il tuo obiettivo più importante: quello di cancellare per sempre tutti i tuoi debiti che non puoi più pagare.

Buona vita,

GianMario Bertollo

Gestire i debiti con Equitalia: ecco come ripulirsi e ripartire a testa alta

Spesso, vivere in Italia significa lottare con una serie di doveri e di adempimenti burocratici. 

Ma niente può incutere più timore di ritornare a casa e trovare un avviso di raccomandata nella cassetta o, peggio, vedere il postino avvicinarsi con una busta verde in mano.

Non a caso, avere debiti con Equitalia, meglio conosciuta oggi come Agenzia delle Entrate Riscossioni, è una realtà comune per milioni di Italiani.

Incappare in questa spiacevole situazione è più facile di quanto si possa pensare. 

Infatti, basta non pagare un bollo auto, una rata di qualche imposta comunale o qualche F24 di Inps, Iva o Inail, per ritrovarsi con delle cartelle esattoriali

Certo, non si arriva al sovraindebitamento per uno o due bolli dimenticati, ma la velocità con cui i debiti possono accumularsi può sorprendere molti contribuenti.

Nella nostra esperienza abbiamo incontrato molte persone che inizialmente dichiaravano di non avere molti debiti con Equitalia. 

Tuttavia, dopo un controllo in Agenzia delle Entrate, ci accorgevamo che erano pieni fino al midollo

Questo è particolarmente angosciante, in quanto contrarre un debito con una banca o con una finanziaria è un atto consapevole – si va in filiale, si discute con un impiegato e si firma per un prestito o un mutuo. 

Al contrario, accumulare debiti con Equitalia può avvenire senza che se ne sia pienamente consapevoli.

Non sorprende, quindi, che milioni di italiani vivano nel terrore di ricevere una cartella esattoriale. 

Questa paura si è intensificata negli ultimi anni, quando il governo ha introdotto misure come le rottamazioni e il “saldo e stralcio” delle cartelle, per dare ai cittadini la possibilità di ridurre i loro debiti con Equitalia. 

Tuttavia, spesso, questo ha portato a situazioni di panico, quando i contribuenti hanno scoperto l’ammontare effettivo dei soldi da versare nelle casse dell’erario.

I debiti con Equitalia sembrano crescere a dismisura: ecco 2 esempi scioccanti

Nel corso di questi anni, abbiamo visto casi di persone per bene che, a causa delle politiche di recupero crediti, hanno dovuto affrontare situazioni disumane

Ad esempio, un imprenditore veneto si è trovato i conti correnti pignorati da Equitalia pochi giorni prima di Natale, mettendo a rischio la sopravvivenza della sua azienda. 

Il debito, in questo caso, si è poi rivelato illegittimo perché già prescritto, ma il danno era già stato fatto.

Ma non solo.

Addirittura una persona ha ricevuto una cartella esattoriale del valore di circa 43 milioni di euro, un importo a dir poco folle che ha avuto ripercussioni devastanti sulla sua vita. 

E, nonostante il debito sia stato poi ridotto a 8 milioni, le cicatrici restano indelebili.

Questi casi estremi, sebbene raramente riportati dai media, sono una triste realtà per molti italiani. 

Dunque, i debiti con Equitalia, compresi quelli dei debitori incapienti (ovvero chi non ha nulla per poter soddisfare i propri debiti, i cosiddetti “nulla tenenti”), rimangono un problema persistente.

955 miliardi di euro: il debito degli italiani con lo stato sta schizzando alle stelle

Questi numeri, non solo strabilianti ma anche inquietanti, risalgono ad aprile 2020. 

A quel tempo, i danni economici e finanziari causati dalla crisi del COVID-19 erano ancora “contenuti”. 

Di conseguenza, si può ragionevolmente supporre che, a distanza di tre anni, il quadro si sia ulteriormente aggravato.

Quel che è ancora più preoccupante è il numero di contribuenti che devono affrontare questi debiti: 17,4 milioni

In pratica, un italiano su tre fatica a mantenere gli impegni economici.

E la cosa più grave è che molti di essi già versano in uno stato di sovraindebitamento con Equitalia.

Siamo di fronte a una triste realtà, con un futuro economico che promette solo un ulteriore peggioramento.

Con la ripresa dei licenziamenti da parte delle imprese e l’eliminazione delle salvaguardie che hanno protetto i debitori durante la crisi, le difficoltà si faranno più pressanti.

L’onere dei debiti con Equitalia, i finanziamenti, i mutui, le rate delle carte di credito e perfino gli affitti peseranno ancora di più.

L’equilibrio economico dell’Italia è letteralmente minacciato. 

Secondo le stime, oltre il 40% di questi debiti sarà impossibile da recuperare.

Un vero e proprio risultato disastroso per la salute finanziaria del nostro paese.

  • Secondo l’Istat, nel solo mese di aprile 2020, c’erano già oltre 1 milione di nuovi poveri rispetto all’anno precedente.
  • Sei mesi dopo, ad ottobre 2020, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) ha lanciato un allarme usura per 6 milioni di famiglie.

Questi dati, spaventosi per “noi comuni mortali”, incutono un certo timore anche in coloro che devono recuperare questi soldi. 

Lo stato ha un bisogno vitale di incassare: se non lo fa, rischia di andare in malora. 

Ecco perché la questione del debito con Equitalia non riguarda solo i debitori, ma l’intero Paese.

Se anche tu fai parte del vasto numero di italiani che desiderano liberarsi per sempre dalle grinfie di Equitalia, continua a leggere per scoprire come fare.

Agenzia delle Entrate Riscossione: quando è possibile estinguere il proprio debito?

È possibile estinguere il debito, ma bisogna considerare che ogni situazione di indebitamento o sovraindebitamento è unica, quindi è essenziale scegliere attentamente quale percorso intraprendere per la risoluzione del debito stesso.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione indica che si può richiedere l’annullamento del debito riportato in una cartella esattoriale, rivolgendosi all’ente creditore, al giudice o all’agenzia stessa, che farà da tramite con l’entità che deve ricevere il pagamento (Inps, Comuni, ecc.).

La cosa più importante da sapere è che esiste una soluzione a questo problema

È fondamentale non lasciarsi sopraffare dal panico, dallo sconforto o dal terrore quando si riceve una cartella esattoriale, indipendentemente dalle dimensioni del debito che rappresenta.

Quest’ultimo può essere annullato solo per una ragione: se ciò che ti viene richiesto non è effettivamente dovuto

Per determinare se si è in questa condizione, è necessaria l’assistenza di professionisti specializzati in ricorsi alla commissione tributaria. 

Solo attraverso un’analisi dettagliata e minuziosa si può stabilire se si ha diritto o meno all’annullamento del debito.

Può succedere, ad esempio, che la somma richiesta sia il risultato di calcoli errati (cosa che accade molto spesso) o che si riferisca a imposte già pagate.

Ci sono poi situazioni in cui questi debiti non devono essere pagati a causa di errori di notifica o perché sono stati notificati “fuori tempo massimo” e quindi sono debiti caduti in prescrizione, ossia sono “scaduti”.

Hai mai sentito parlare delle cosiddette “cartelle pazze”? 

Ecco, questi sono debiti con Equitalia che possono essere tranquillamente annullati.

In quanto tempo si prescrive un debito con Equitalia?

Come ho detto prima, un debito “scaduto”, o tecnicamente “prescritto”, è un debito che non si deve pagare. 

Quindi, se in una cartella esattoriale ci sono debiti che sono effettivamente “scaduti”, questi non vanno pagati.

Tuttavia, bisogna prestare molta attenzione, perché non è facile capire se i debiti in una cartella esattoriale sono realmente prescritti, a meno che non si sia esperti in materia. 

Inoltre, se abbiamo pagato per errore un importo “non dovuto” a Equitalia, non potremo chiedere un rimborso.

Ma cerchiamo di capire i tempi di prescrizione di un debito con Equitalia.

In realtà, per molto tempo c’è stata grande confusione su questo aspetto.

Alcuni sostenevano che il debito scadesse dopo 10 anni, altri dopo 5 anni, altri ancora dopo 3 anni.

E c’era chi addirittura diceva che il debito non scadesse mai…

Ecco la verità: ogni tipo di debito ha un suo tempo di prescrizione!

Ad esempio, l’IVA e l’IRPEF si prescrivono dopo 10 anni, mentre l’IMU o i contributi INPS/INAIL si prescrivono dopo 5 anni

Il bollo auto, invece, si prescrive dopo 3 anni.

È importante sottolineare che i termini di prescrizione possono essere interrotti.

In altre parole, il creditore (Equitalia – Agenzia delle Entrate Riscossione) ha la possibilità di “allungare la data di scadenza”.

Come? 

Basta che l’ente ti invii una raccomandata in cui ti ricorda che hai quel debito e che lo devi pagare.

Facciamo un esempio pratico.

Se il 31 dicembre scadono i 10 anni per un debito con Equitalia e due giorni prima viene emessa la cartella esattoriale per quel debito, da quel momento in poi la data di scadenza si allungherà di altri 10 anni.

Sì, può sembrare tutto molto complicato, e in effetti lo è! 

Tuttavia, non dovresti lasciarti sopraffare dallo sconforto, perché esiste una soluzione al problema dei debiti eccessivi con Equitalia. 

Tutto può essere risolto se ti affidi a professionisti specializzati che hanno tanta esperienza nel settore.

Quindi, stai attento a non cadere nella trappola del “fai da te” per risolvere i problemi di debito con Equitalia, perché potresti farti tanto male.

Ricorda sempre che per risolvere il problema devi affidarti a chi sa come fare!

Debiti Equitalia: il Saldo e Stralcio può essere una strada percorribile?

Molti ci chiedono se è possibile trovare un accordo con Equitalia, raggruppando tutte le proprie cartelle esattoriali e presentandosi all’Agenzia delle Entrate per proporre un saldo e stralcio.

Tuttavia, la realtà delle cose può spesso portare a delusioni.

Il problema è che molte persone considerano il saldo e stralcio come una soluzione universale a tutti i problemi di debito. 

Purtroppo, però, non è affatto così.

Il Saldo A Stralcio (come dovrebbe essere correttamente chiamato) è fondamentalmente una “trattativa” tra debitore e creditore, in cui si propone un pagamento immediato per estinguere una parte del debito, che viene ridotto di una percentuale concordata tra le parti.

Così si ottiene uno “stralcio” del debito che viene immediatamente saldato.

Facciamo un esempio.

Se Andrea ha un debito di 100.000 €, può chiedere al suo creditore se è disposto ad accettare una somma inferiore di X.000 euro “tutti e subito” per chiudere il debito.

Se il creditore ritiene la proposta conveniente, può accettarla. 

Se la rifiuta, non si risolve nulla.

Questo, in sintesi, è il saldo a stralcio!

Tuttavia, per poter condurre una trattativa di questo tipo, è necessario avere un dialogo con il creditore (nel caso di una banca, una società finanziaria o un fornitore, è possibile individuare una persona che gestisca il debito). 

Ma quando si tratta di Equitalia, l’Agenzia delle Entrate Riscossione, questo non è possibile, perché nessun funzionario pubblico può decidere a suo piacimento di ridurre un debito.

E allora perché tante persone chiedono di fare un saldo e stralcio con Equitalia? 

Come viene in mente a queste persone che una soluzione del genere sia possibile?

Negli anni passati, una manovra statale ha reso concreta questa opportunità “per legge”, non attraverso una vera e propria trattativa con i contribuenti indebitati, ma con parametri predefiniti

Questo ha permesso di ridurre il debito rimuovendo gli interessi e pianificando un piano di rientro (la cosiddetta Rottamazione) o di ridurre il debito con percentuali basate sull’ISEE, stabilendo delle rate da rispettare (il vero saldo e stralcio delle cartelle).

Giornali, radio e TV hanno veicolato queste notizie, promuovendo massicciamente questa opportunità che ha portato soldi nelle casse statali.

Oggi, a causa della pandemia, si parla di un’iniziativa simile, di una nuova pace fiscale che cancellerebbe automaticamente le cartelle esattoriali del periodo 2000 – 2010 con importi inferiori a 5.000 €

Tuttavia, queste misure sono diverse da ciò che si intende normalmente quando si parla di Saldo e Stralcio con Equitalia.

Ma, come sempre, non è tutto oro quel che luccica. 

Ci sono stati problemi con le precedenti iniziative di rottamazione delle cartelle e di saldo e stralcio con Equitalia che non sono stati adeguatamente affrontati.

Uno di questi è che spesso le rate del piano di rientro sono troppo onerose da sostenere.

E cosa succede se non si rispettano le condizioni della rottamazione? 

Cosa succede se non si riesce a pagare una rata?

Beh, se non versi una rata, ci sono due gravi conseguenze immediate e una ancora peggiore che segue subito dopo.

Innanzitutto, perdi i benefici della rottamazione e del saldo e stralcio.

Questo significa che getti alle ortiche la possibilità di pagare il tuo debito con Equitalia in modo ridotto e dilazionato.

In più, Equitalia può iniziare le procedure di recupero crediti.

Quindi, la risposta alla domanda: 

“Oggi posso chiedere un saldo e stralcio per le cartelle di Equitalia – Agenzia delle Entrate Riscossione?” – purtroppo – è NO.

Un saldo e stralcio con Equitalia, così come dovrebbe essere inteso e come molti sperano di ottenere, non è al momento possibile.

Legge 3: ecco la soluzione per risolvere i debiti con Equitalia

La nostra esperienza e i numerosi casi che abbiamo gestito e continuiamo a gestire ci hanno svelato l’importanza e la complessità del problema del debito con Equitalia.

L’ostacolo principale, quello che causa notti insonni, ansia, stress, timore e sconforto, è l’onere di dover ripagare più debiti di quanti si possano gestire in un’intera vita a diversi creditori.

Questo non si riduce mai unicamente al debito con lo stato.

OGNI PERSONA CHE ABBIAMO ASSISTITO nel corso degli anni, per superare il problema del sovraindebitamento, non aveva solo l’ingombro delle cartelle esattoriali, ma anche rate di finanziamenti, mutui, scoperti bancari, debiti con carte di credito o con fornitori, lavoratori o professionisti.

Il problema fondamentale era che mentre un creditore sollecitava un pagamento in ritardo, un altro inviava un precetto e nello stesso momento Equitalia effettuava un pignoramento dei conti correnti.

Questo ci fa capire che il debito con Equitalia è solo una parte del problema

Se si intende realmente combattere il sovraindebitamento, bisogna considerare che ci si trova di fronte a numerosi “avversari”, più potenti e con un “esercito” molto più numeroso del proprio.

Affrontare ogni debito individualmente non è la strategia giusta.

Questo perché bisognerà far fronte alle spese delle procedure legali e dei professionisti… e considerare i tempi, che sono sempre molto limitati, se si vuole evitare un conflitto con le azioni di recupero crediti.

Pertanto, considerando i costi e i benefici di un ricorso in commissione tributaria (che comunque richiede l’intervento di specialisti che NON LAVORANO GRATUITAMENTE), se si eliminasse il problema delle cartelle esattoriali, rimarrebbero ancora tutti gli altri debiti a cui far fronte.

Quindi è essenziale fare la scelta giusta su come affrontare questo tema così delicato.

L’unico approccio corretto per gestire e risolvere definitivamente una situazione di questo tipo è puntare a una soluzione finale per tutti i problemi di sovraindebitamento, altrimenti ogni sforzo risulterebbe inutile.

Il suggerimento che posso offrire è di non prendere decisioni precipitose, ma di cercare prima un consiglio tecnico, una consulenza dettagliata, da specialisti effettivi che possono dimostrare con azioni, non solo con parole, di essere esperti nel RISOLVERE questi problemi.

La consulenza gratuita con uno specialista di legge3.it è l’opzione più vantaggiosa che consiglio, sia perché non comporta obblighi sia perché è un servizio che offriamo senza alcun costo per fornire chiarezza, tranquillità e prospettive concrete a coloro che vivono nel terrore di questi problemi.

Avendo affrontato queste difficoltà in prima persona, conosco i rischi che si celano dietro una crisi finanziaria dovuta ai debiti, specialmente con Equitalia, e sono ben consapevole di quali vulnerabilità vengono colpite nel profondo dell’essere umano e della psiche.

Non possiamo ignorare che le vittime dei debiti eccessivi siano migliaia.

Negli ultimi mesi sono aumentate a causa della pandemia e dell’incertezza futura che ha corroso la mente di coloro che, nonostante le difficoltà, stavano cercando di onorare i propri impegni, anche nei confronti dello stato.

Ecco perché la legge 3/2012 è indubbiamente una delle leggi che devono essere meglio comprese oggi per restituire a milioni di italiani la speranza di poter ripartire, liberandosi dai debiti e senza timore di future rappresaglie.

Questa legge nasce dalla volontà di fornire un nuovo inizio a coloro che sono stati colpiti da eventi inaspettati, incontrollabili, imprevisti e non voluti.

Chi si ritrova a portare un peso insopportabile non dovrebbe arrendersi alla disperazione, ma ha il diritto di ripartire e la legge 3 glielo garantisce.

Questa legge è stata chiamata “legge salva suicidi” perché la cronaca ha giustamente svelato il vero problema generato dal sovraindebitamento: la perdita della speranza.

Ecco come Giovanna e Luca hanno estinto i propri debiti con Equitalia, grazie alla legge “salva suicidi” 

Se viene gestita correttamente, da esperti competenti e specializzati in tali procedure, una causa legata alla legge 3 può diminuire i debiti in maniera incredibile, in percentuali che lasciano letteralmente a bocca aperta.

Leggendo le due storie qui in basso, infatti, potrai renderti conto tu stesso della “potenza” di questa legge.

Da 443.000 € a soli 9.750 €: l’incredibile storia della signora Giovanna

Questo è un caso emblematico che ti dimostrerà che la legge 3/2012 è la soluzione definitiva per il sovraindebitamento, anche quando i debiti con Equitalia sembrano un grosso ostacolo che arriva improvvisamente!

La sentenza che abbiamo ottenuto per Giovanna da Milano è diventata un esempio pubblico che ha dimostrato l’efficacia della legge salva suicidi anche ai più scettici.

CON 150 € AL MESE PER 4 ANNI ELIMINA 443.000 € DI DEBITI ACCUMULATI DALL’EX MARITO.

Ecco la storia:

“Giovanna era unita in matrimonio con un uomo che ha messo a suo nome 4 diverse attività nel corso di 10 anni, fino al 2011.

Aveva piena fiducia in suo marito, che di fatto amministrava interamente le varie attività, quindi quando le chiedeva di firmare qualcosa lei lo faceva in tutta serenità, pensando che tutto fosse normale e in ordine.

Solo nel 2015 scopre che tasse e imposte di queste attività non erano mai state saldate e che a suo nome erano stati accumulati oltre 400 mila euro di debiti con Equitalia.

Una somma enorme che Giovanna non sarebbe mai stata in grado di rimborsare, anche volendo, visto che guadagna uno stipendio normale come dipendente, di 1.200 € al mese.

Ciononostante, Giovanna tenta di risolvere la sua situazione chiedendo aiuto a presunte associazioni a tutela degli indebitati, senza riuscire a ottenere risposte adeguate.

Poi si rivolge a un avvocato, lo retribuisce e ma lui scompare nel nulla: non risponde più alle mail e diventa irrintracciabile.

Quando un giorno trova l’annuncio di Legge3.it su un volantino, chiede alla sorella di darle una mano, così prende coraggio e ci contatta per fissare un appuntamento per la consulenza gratuita con i nostri esperti.

L’insicurezza era grande, perché era ancora molto delusa dall’esperienza avuta con l’avvocato precedente che le aveva solo fatto perdere denaro.

I genitori di Giovanna, però, si sono proposti di aiutarla – e nonostante qualche dubbio e lo scetticismo generale – alla fine decide di affidarsi ai professionisti di Legge3.it l’unica realtà del settore presente in tutte le regioni d’Italia certificata “Azienda Zero Truffe” dallo storico mensile a tutela dei diritti del consumatore “Il Salvagente”.

Il giudice di Milano, con grande perspicacia e applicando fedelmente l’intento della legge 3 del 2012 (che prevede che un debitore in grave difficoltà debba poter ripartire senza debiti) ha accolto la nostra proposta.

In questo modo Giovanna metterà fine al suo incubo per un debito di oltre 440.000 €, versando solo 150 € al mese per 13 mesi per i prossimi 5 anni, quindi pagandone solo 9.750 €.

Tutti gli altri debiti alla fine della procedura verranno dichiarati inesigibili e Giovanna potrà tornare a essere una risorsa per l’intera comunità, lasciandosi alle spalle come un terribile incubo questo grave problema di sovraindebitamento con Equitalia”

Questo è un esempio concreto di come la legge 3 del 2012 sia veramente l’unico strumento per liberarsi dai debiti che non si possono ripagare.

Clicca sull’immagine per leggere la sentenza 

Come abbiamo abbattuto del 91,6% un debito superiore a 235.000 € con Equitalia, banche e istituzioni finanziarie

Ecco un altro esempio significativo di come sia realmente fattibile ottenere una considerevole riduzione del debito con Equitalia e altri creditori, sfruttando la preziosa legge 3 del 2012.

La vicenda di Luca è legata alle ripercussioni della grave crisi economica e finanziaria del 2008/2009 che nel nostro Paese ha avuto effetti per molti anni!

Ascolta la storia di Luca direttamente dalla sua voce guardando questo video

Come avrai potuto notare, il sovraindebitamento correlato principalmente alle notifiche di pagamento non risparmia nessuno, nemmeno chi ha un’impresa che funziona ma che, a causa di eventi inaspettati, subisce un deciso rallentamento, che diventa poi irrecuperabile.

I debiti con Equitalia, Agenzia delle Entrate Riscossione, non diminuiscono autonomamente e nemmeno le misure adottate dal governo possono garantire l’eliminazione totale del problema.

La crisi economica e finanziaria, per chi possiede un’attività autonoma, diventa sempre più spesso la porta di ingresso di un tunnel oscuro che ti trascina senza che tu te ne renda conto.

Gli interessi che crescono col trascorrere del tempo rendono le notifiche di pagamento veri e propri massi insostenibili e se non si cerca una soluzione definitiva con la legge 3/2012 tutto è destinato a peggiorare.

Luca scopre della legge salva suicidi, e quindi della possibilità di risolvere definitivamente tutti i suoi problemi, grazie al mio libro.

Con questa lettura finalmente trova la via d’uscita tanto agognata dal tunnel dei debiti, per poter ripartire senza pesi.

La consulenza gratuita che ha effettuato con lo specialista di legge3.it è stata il vero punto di svolta, perché finalmente ha capito come liberarsi da un problema che lo tormentava.

La sentenza del Tribunale di Brescia che lo libera supera le sue aspettative.

Forse all’inizio non era così sicuro, anche a causa della naturale diffidenza che si può avere di fronte a una promessa così audace, ma la nostra Garanzia “Soddisfatti o rimborsati” lo libera dal timore.

E ha centrato il bersaglio!

Il suo debito di oltre 235.000€ sarà cancellato pagandone solo una piccola parte, con la vendita di una piccola quota di un immobile e con un modesto importo di 200€ al mese per i prossimi 4 anni.

Ecco la lettera in cui Luca descrive la sua esperienza con Legge3.it che lo ha salvato dal sovraindebitamento con Equitalia.

Garanzia 100% soddisfatti o rimborsati: ecco come tuteliamo i nostri clienti

Come avrai potuto constatare, la soluzione per ottenere la tanto agognata riduzione del debito con Equitalia, in modo definitivo e realmente sostenibile esiste davvero.

Contrariamente alle varie misure che il governo ha potuto implementare per “risolvere” questo problema, come l’agevolazione fiscale o le campagne di rottamazione e saldo e stralcio, con la legge 3 tutto diventa molto più semplice e – soprattutto – completamente sostenibile per chi è già soffocato dal peso di tanti impegni che non riesce a gestire, anche solo per garantirsi un’esistenza dignitosa.

L’accesso alla legge 3 del 2012 è possibile solo a determinate condizioni.

Ecco perché è essenziale fissare sempre (e immediatamente) un appuntamento con i nostri specialisti di Legge3.it, perché solo attraverso una consulenza privata si può esaminare ogni aspetto del problema che si deve affrontare, per capire se e come la legge 3 ti può tirare fuori dal tunnel dei debiti che non riesci più a pagare!

Credere a quanto scritto in un articolo forse non è semplice, considerando che ci sono decine di opportunisti e truffatori che promettono montagne d’oro ma raramente riescono a risolvere la questione.

Questo è un problema molto serio e delicato, perché ancora oggi, a distanza di tanti anni, le pratiche di legge 3/2012 sono un’incognita.

Riesci a credere che tuttora il 72% delle pratiche presentate in tribunale viene respinto?

Questa statistica è inquietante, soprattutto se si considera che la procedura rappresenta per una persona sovraindebitata l’ultima spiaggia, l’ultima opportunità per ritornare a vivere una vita normale e con una speranza di un futuro sereno e felice.

Chi si rivolge a un professionista per risolvere il problema del sovraindebitamento deve sapere come scegliere quello più adatto, e certamente non è un avvocato o un commercialista che accumula pratiche su pratiche sulla scrivania, solo per farle prendere polvere, che può fornire delle vere e proprie garanzie di successo.

Noi di Legge3.it abbiamo deciso di divulgare la legge 3 e di aiutare le persone assumendoci tutto il rischio, senza dover sottoporre i nostri clienti a ulteriori stress o preoccupazioni.

Le nostre procedure sono state talmente tanto affinate nel corso degli anni che sappiamo che i nostri clienti potranno dormire sempre sonni tranquilli nel momento in cui si affidano a noi.

Non sono parole al vento!

Per contribuire veramente a superare questo terribile problema che per anni può rovinare la vita di chi lo subisce abbiamo deciso di includere nel nostro contratto una clausola di garanzia al 100% che rimborsa tutti i compensi che ci sono stati pagati, nel caso qualcosa andasse storto, ossia qualora il giudice rigetti la nostra richiesta.

Lo possiamo fare solo perché le nostre procedure sono collaudate e certificate (fino a ottenere la certificazione Zero Truffe) e perché fino a oggi non abbiamo mai avuto una pratica che non sia andata a buon fine.

Sì, questa è la verità, mentre in tutta Italia il 72% delle pratiche portate avanti da vari professionisti o aziende “pavoneggianti” vengono respinte, noi di Legge3.it abbiamo il 100% delle pratiche portate a termine con successo.

Testimonianze clienti

Se vuoi leggere altri racconti di persone che grazie alle legge 3 hanno risolto il loro problema, puoi leggere il nostro libro “Fatti e non parole”.

Al suo interno troverai alcune storie di successo che abbiamo ottenuto in giro per l’Italia, le testimonianze dei clienti, le sentenze, e anche alcuni articoli di giornale che hanno parlato di noi.

Se anche tu in questo momento ti trovi in difficoltà per via di debiti che non riesci più a pagare, sia con Equitalia che con Banche e Finanziarie ecc…

… chiama il numero verde 800 66 25 18 o vai su questa pagina e compila il form per prenotare immediatamente una consulenza gratuita con i nostri specialisti.

Verrai ascoltato da veri esperti certificati e potrai esporre la tua situazione nel dettaglio.

Al termine della consulenza avrai del tutto chiaro ogni singolo aspetto della tua reale problematica e soprattutto ti verrà fornito ogni chiarimento su come raggiungere il tuo obiettivo più importante: quello di cancellare per sempre tutti i tuoi debiti che non puoi più pagare.

Buona vita,

GianMario Bertollo

La mia intervista su Vanity Fair per divulgare la legge 3/2012

La prestigiosa testata Vanity Fair parla in maniera chiara e precisa di come uscire dai debiti grazie alla Legge 3 del 2012.

Complimenti alla giornalista Olga Winderling per l’eccellente articolo!

Eccone un piccolo estratto.

I debiti degli italiani aumentano, in tempi di pandemia: secondo gli ultimi dati dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, le piccole e medie imprese sono infatti indebitate per un valore complessivo di almeno 25 miliardi di euro.

Somme che, nella maggior parte dei casi, non possono essere restituite, e che continuano a crescere sotto il peso degli interessi.

Le cose non vanno meglio per le «persone fisiche», cioè per i privati: si calcola infatti che circa la metà della popolazione – fra mutui, prestiti, finanziamenti, tasse residue, multe e così via – abbia a che fare con i debiti, e che addirittura il 10 per cento sia sovraindebitata.

In pratica, che non abbia la possibilità reale di saldare ciò che deve e ripartire daccapo. L’incubo.

Lo sa bene Gianmario Bertollo, ex consulente finanziario: diversi anni fa, quando al figlio maggiore fu diagnosticata una malattia rara non coperta dal Servizio Sanitario Nazionale (oggi sta bene), per curarlo si è indebitato per 150 milioni di vecchie lire.

Quindi ha chiesto altri finanziamenti per riuscire a pagare i precedenti.

Ed è così che ci si ritrova in una morsa a tenaglia che sembra non avere vie d’uscita.

Invece una soluzione c’è, nonostante se ne parli poco, ed esattamente da dieci anni.

«È la legge 3 del 2012», spiega Bertollo, che nel 2016 ha fondato appunto una società (legge3.it), dove 30 consulenti e altrettanti legali in tutta Italia aiutano chi non ce la fa più a presentare istanza e ricominciare a vivere, con tempi medi di circa cinque mesi.

Giusto per avere una dimensione dell’impennata: nel 2021 è stato registrato un incremento del 71% delle richieste di aiuto, con 535 pratiche attualmente in lavorazione e altre 20 in attesa di giudizio.

Chi può accedere alla «legge anti suicidi»

«La legge 3 è destinata ai[…] Continua a leggere -> https://www.vanityfair.it/…/come-estinguere-debiti-legge

2020 anno del Covid e di Gianmario Bertollo e LEGGE3.it in prima pagina con un articolo del più grande giornalista italiano: Vittorio Feltri

Oggi è l’ultimo giorno di un anno che non dimenticheremo mai.

Un anno che segnerà per sempre la vita di chi l’ha vissuto e che potrà ricordarlo in futuro.

Una terribile malattia, resa ancora più terribile da un massiccio terrorismo mediatico, ha ucciso oltre 70.000 € persone e ne ha reso “mentalmente deficitarie” molte di più.

Leggi tutto “2020 anno del Covid e di Gianmario Bertollo e LEGGE3.it in prima pagina con un articolo del più grande giornalista italiano: Vittorio Feltri”

Capitan Sdebito – OSPITE D’ECCEZIONE Fabrizio Bracconeri

In questo video speciale conoscerai una vera “fase due” per la più importante azione a sostegno dei DUE MILIONI E MEZZO di famiglie italiane che lottano con il sovraindebitamento.

  Hai visto che in questi anni l’opinione pubblica non si è espressa per niente riguardo alla legge che taglia i debiti e ridona libertà alle persone?

  Hai visto che il governo è stato ben attento a non comunicare mai che esiste la soluzione ai troppi debiti?

C’è un motivo a questo silenzio – ovviamente – ed è legato ad interessi importanti (alcuni pensano che siano più  importanti della vita delle persone)!

  Ora ci siamo stancati di aspettare: 

se i potenti continuano a far finta di non sentirci e non fanno nulla per fare conoscere a tutti gli Italiani LA SOLUZIONE al loro dramma, allora saremo noi ad alzare talmente tanto il volume che tutti ci sentiranno!

Leggi tutto “Capitan Sdebito – OSPITE D’ECCEZIONE Fabrizio Bracconeri”